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60 ANNI FA LA MASERATI TIPO 60 “BIRDCAGE” DEBUTTO’ IN GARA E VINSE. AL GRAN PRIX DI ROUEN PER LA CATEGORIA SPORT IL GRANDE STIRLING MOSS DAVA INIZIO ALLA CARRIERA SPORTIVA DI UNA MASERATI NUOVA, LEGGERA E TECNICAMENTE AVANZATA.

Il 1957 era stato per la Maserati un anno segnato dalla sfortunanel Mondiale SZport Protipi. Nella sfida con la Ferrari il Tridente era giunto secondo (primo dei perdenti, come diceva Enzo Ferrari) nonostante sforzi enormi e la disponibilità della mostruosa 450 S da 400 cavalli. A fine stagione e nonostante la conquista del Campionato del Mondo dei F1 (Fangio vinse il quinto titolo e decise il ritiro dalle corse) la famiglia Orsi decise l’abbandono dele competizioni in veste ufficiale ma non la progettazione e produzione di modelli da corsa per i clienti.

Carta bianca ad Alfieri per il ’59

Nel’58 l’Ingegner Giulio Alfieri progettò la 420M Eldorado, che mancò un terzo posto molto importante a Monza alla fine di giugno ma qualche mese dopo eccolo nuovamente al tavolo da disegno a creare una Sport per la stagione ’59. Superata una brutta empasse a causa della difficile situazione aziendale, finalmente Alfieri ricevette carta bianca per creare un’auto nuova, innovativa e competitiva rispetto al Tipo 200 S. L’aspetto più interessante era il telaio: Alfieri e il suo team abbandonarono il grande e pesante traliccio con grandi tubi ovali per sostituirlo con un complesso reticolo di duecento tubi d’acciaio e magnesio di diametro molto ridotto (da 10 a 15 mm) che creavano un vero reticolo a “gabbia d’uccello”, molto rigido dal punto di vista torsionale. Lo schema delle sospensioni prevedeva doppi triangoli all’anteriore e Ponte De-Dion al posteriore con molle elicoidali e ammortizzatori a balestra.

Un nuovo quattro cilindri

Il motore era un 4 cilindri di due litri, alloggiato anteriormente. Era simile all’unità della 200 S ma era completamente nuovo nella testata. Era inoltre inclinato nel vano motore di 45° per migliorare ancora di più la ripartizione dei pesi. Grazie alla doppia accensione e ai carburatori doppio corpo da 45 mm forniva 200 Cv. Il peso della macchina era di soli 570 kg.

Nel maggio ’59 Stirling Moss, che aveva guidato la mostruosa 450 S Coupé di Zagato alla 24 Ore di Le Mans ’57, scese in pista all’Autodromo di Modena e al Nurburgring per i test. La Tipo 60 risultò anche troppo rigida: sul telaio si formavano piccoli cedimenti che rischiavano di comprometterne l’integrità, a danno della sicurezza del pilota.

Giulio Alfieri ebbe un’intuizione, tanto semplice quanto brillante: sostituì l’acciaio usato per il telaio con uno di peggiore qualità.

La Tipo 61 2.8 “Birdcage”

Il successo di Rouen fece della Tipo 60 “Birdcage” un modello di grande richiesta, apprezzato da scuderie private e piloti gentleman per le prestazioni del telaio e la leggerezza. I più interessati alla nuova Maserati 4 cilindri erano soprattutto gli americani, che la utilizzavano nei campionati nazionali della serie SCCA. Questo fu da spinta per mettere presto in cantiere un’evoluzione. il motore della Tipo 60 fu maggiorato a 2,8 litri, potenziato di 50 cavalli e irrobustito con un nuovo albero motore. Questo determinò la nascità del Tipo 61, 600 kg di peso, iscrivibile alle gare internazionali della categoria Sport fino a 3 litri.

Per il 1960 la Maserati non iscrisse una squadra ufficiale ma diede supporto alla Scuderia Camoradi di Lloyd Casner. Alla Mille Chilometri del Nurburgring furono iscritte due Tipo 61 Birdcage.

L’equipaggio composto da Stirling Moss e Dan Gurney conquistò la vittoria mentre Masten Gregory e Gino Munaron si classificarono terzi. Durante la 24 Ore di Le Mans, una Maserati Tipo 61 “Coda Lunga” toccò 270 km/h sul rettilineo Hunaudieres, la più alta velocità mai raggiunta da una vettura Sport 3 litri. Sempre nel 1960, l’equipaggio Masten Gregory – Lloyd Casner, si classificò nuovamente al primo posto alla 1000 Km del Nurburgring, tenendo testa alla Ferrari 250 TR 61 dei fratelli Rodriguez. Tra gennaio e febbraio del 1961 vennero prodotte le ultime due Tipo 61. In quello stesso anno vennero realizzati tre motori denominati Tipo 61/76.

I successi

Tra il 1960 e il ’62 Odoardo Govoni vinse due titoli della Montagna; nel ’63 l’alloro fu di Nino Todaro. Mennato Boffa conquistò il campionato italiano di velocità del 1960, Todaro quello del ’63.