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UNA VITA LUNGA E PIENA DI EMOZIONI. OGGI, 25 ANNI FA, SI SPEGNEVA ENZO FERRARI, L’UOMO CHE HA TRASFORMATO DEFINITIVAMENTE LA PASSIONE AUTOMOBILISTICA. HA CREATO IL MARCHIO PIU’ FAMOSO DEL MONDO, HA COSTRUITO ALCUNE DELLE AUTO PIU’ AFFASCINANTI DELLA STORIA, HA VINTO DAPPERTUTTO.

Esattamente un quarto di secolo fa, si concludeva la lunga “avventura” in vita dell‘ingegnere, pilota automobilisticoimprenditore modenese Enzo Anselmo Ferrari (Modena, 18 febbraio 1898 – Modena, 14 agosto 1988), il più grande mito dell’automobilismo mondiale.

Soprannominato il Drake, a ricordare il corsaro inglese Francis Drake che si distinse per la sua notevole forza d’animo e sicurezza, era un uomo caparbio che amava scrivere utilizzando una stilografica con inchiostro viola in ricordo delle copie dei documenti del padre e che si diceva non sopportasse il numero 17 sulle auto da corsa.

Scaltro, duro, coraggioso e consapevole del fatto di gettare, con la sua avventura, le basi di una “never ending legend“.

PILOTA, TEAM MANAGER, COSTRUTTORE

Come egli stesso raccontò, la sua passione per l’automobilismo scoppiò un giorno del 1908 quando, assieme al fratello Alfredo (prematuramente scomparso nel 1916) assistette a una competizione automobilistica a Bologna. Fu, per lui, una specie di folgorazione, un piccolo germe che crebbe inesorabilmente fino a crearne il personaggio che tutti conosciamo.

Ferito in guerra e restituito anzitempo alla vita civile, trovò piccoli lavori in un settore automobilistico ancora provato dagli esiti del conflitto. Ma non appena l’industria italiana fu libera di ricominciare a vivere, il giovane Enzo poté dedicarvisi anima e corpo.

Nel 1919 fu assunto dalla milanese Costruzioni Meccaniche Nazionali (CMN) prima come tester e poi come pilota. In questa veste corse la sua prima competizione alla Parma – Poggio di Berceto di quell’anno giungendo 4° assoluto nella categoria 3 litri.

ALFA ROMEO

Nel 1920, dopo una serie di gare con risultati alterni al volante di una Isotta Fraschini 100/110 IM Corsa, Enzo Ferrari arrivò secondo assoluto alla Targa Florio alla guida di una Alfa Romeo 40/60, 6 litri, 4 cilindri. Questo risultato fu l’inizio della sua lunga esperienza con la Casa del Biscione, dapprima come pilota: 5° alla Targa Florio del ’21, 2° sul Circuito del Mugello (1921).

IL CAVALLINO RAMPANTE

Nel 1923 Enzo Ferrari vinse la prima edizione del Gran premio del Circuito del Savio. In quell’occasione conobbe il conte Baracca, padre di Francesco, grande aviatore, perito in battaglia sul Colle del Montello. La madre, la contessa Paolina Biancoli, gli consegnò il simbolo che l’aviatore portava sulla carlingaun cavallino rampante dicendogli: «Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porterà fortuna».

Nel 1924 fu nominato “Cavaliere” per i suoi meriti nel campo dello sport, vinse la Coppa Acerbo a Pescara con l’Alfa Romeo RL battendo il Team Mercedes e, come giornalista, si fece promotore della nascita del Corriere dello Sport, quotidiano sportivo di Bologna.

Il 5 giugno del 1927 trionfò sul Circuito di Modena con l’Alfa Romeo 6C 1500 SS e il 20 maggio 1928 al Circuito di Modena con una vettura analoga.

1929: NASCE LA SCUDERIA FERRARI

Durante una cena a Bologna nel 1929, venne lanciata l’idea di fondare la Scuderia Ferrari a Modena, una squadra la cui missione sarebbe stata quella di dare ai suoi azionisti la possibilità di correre.

I primi azionisti furono i fratelli Caniato da Ferrara e Mario Tadini. Più tardi al team si legò il Conte Carlo Felice Trossi uno dei più noti e valenti piloti gentleman di quel periodo.

Sfruttando l’amicizia con Ugo Zagato, Enzo Ferrari e le Alfa Romeo ufficiali (tutte carrozzate Zagato) divennero il team più forte di tutta Europa, veri ammazzasette della categoria contro le Lancia, le Bugatti, le Mercedes, le Bentley e le Auto Union. Merito della superiorità meccanica delle auto ma anche della presenza di piloti eccellenti come Tazio Nuvolari, Giuseppe Campari e Piero Taruffi.

Il 1931 fu il suo ultimo anno come pilota: al Province Circuit, il 9 agosto, arrivò secondo, dietro Nuvolari, al volante di una Alfa Romeo 8C 2300 MM. Continuò a correre ancora per qualche tempo e appese definitivamente il casco al chiodo nel 1932, anno di nascita del figlio Alfredo, soprannominato Dino.

GLI ULTIMI ANNI ALL’ALFA E IL BATTESIMO COME COSTRUTTORE

L’attività della Scuderia Ferrari amministrata dal Drake continuò fino ai tardi Anni 30: Nel 1937, la Scuderia Ferrari costruì l’iconica Alfa Romeo 158, la “Alfetta” e nel 1938 il team fu chiuso per dare vita all’Alfa Corse.

Nel novembre 1939 lasciò Alfa Romeo con l’accordo che non avrebbe usato il nome Ferrari per almeno quattro anni. Questo non gli impedì di fondare il suo primo marchio costruttore: l’Auto Avio Costruzioni con sede a Modena, in Viale Trento e Trieste.

Il marchio riusci, in tempo nonostante lo scoppio della guerra, a costruire l’815 (“8” cilindri “1,5 litri) una barchetta sport con carrozzeria prodotta dalla Touring di Milano. Ne verranno prodotti due esemplari, di cui oggi ne sopravvive fortunatamente uno.

1947: NASCE LA FERRARI

Rimasto in pieni durante la guerra producendo armi, nel 1947 fondò la Ferrari e, il 2 marzo di quell’anno, fu prodotta la prima vettura: la 125 Sport con motore 12 cilindri 1.5 progettato da Gioachino Colombo.

Al circuito di Piacenza dell’11 maggio 1947, Franco Cortese portò al debutto la creatura del neonato marchio di Maranello. Lo avrebbe dovuto affiancare Nino Farina al volante di una vettura simile ma con carrozzeria siluro e parafanghi motociclistici, denominata 125 C (“Corsa”) ma per un dissidio interno non prese il via.

Cortese fu appiedato da un guasto meccanico ma ormai l’avventura era cominciata.

1950: PRIMA VITTORIA IN FORMULA 1

La prima gara disputata nel campionato mondiale di F1 fu il Gran Premio di Monaco, il 21 maggio del 1950 mentre la prima vittoria in F1, sbaragliando lo squadrone Alfa Romeo, fu il Gran Premio di Gran Bretagna del 1951 vinto da Froilan Gonzales sulla 375 F1. 

Quella fu la vittoria che segnò il declino dell’Alfa Romeo nel mondo della F1 e l’ascesa del Cavallino Rampante di Maranello.

Nel 1948 era arrivata anche la prima vittoria alla Mille Miglia (la 166 S Coupé Allemano s/n 002C di Biondetti / Navone) e nel 1949 la prima vittoria alla 24 Ore di Le Mans (Luigi Chinetti, futuro fondatore della NART con una 166 Barchetta Touring). Nel 1952 Alberto Ascari portò a Maranello il titolo costruttori in F1, risultato che fu ripetuto l’anno successivo.

1956: ADDIO A DINO

Le straordinarie soddisfazioni in campo sportivo non furono purtroppo libere da eventi tristi e luttuosi. Nel ’56 Enzo Ferrari perse, a soli 24 anni, il figlio Dino per una grave malattia invalidante. Si era già dimostrato un valido tecnico e appassionato. Alla sua memoria fonderà un nuovo marchio, “Dino” appunto, contraddistinto da un potente motore 6 cilindri a V che diede grandi soddisfazioni in gara e con i modelli stradali.

Nel 1960 la Ferrari trasformò la compagine della società rendendola una SpA aperta agli investimenti provenienti dall’esterno. Una scelta che inizierà a scatenare gli appetiti di molti.

Dopo un fallito accordo con la Ford, nel 1965, anche se a malincuore, cedette il 50% dell’azienda alla FIAT, una decisione che avrebbe definitivamente trasformato il marchio del cavallino in una realtà industriale florida e di successo nel mondo, sia nelle corse, sia su strada.

Non a caso, neel 1971, dietro desiderio dello stesso Enzo Ferrari, fu costruito e completato in soli 7 mesi, il circuito di Fiorano, la pista di prova ufficiale dell’azienda.

F40: L’ULTIMA CREATURA

Benché stanco e molto vecchio, Enzo Ferrari continuò fino all’ultimo a occuparsi della sua azienda e delle sue macchine. Prova ne è l’F40, l’erede della 288 GTO, nata nel 1987 e da molti considerata l’ultima “vera” Ferrari prodotta. Realizzata attingendo a piene mani dalle esperienze con le competizioni, era assimilabile a una pura macchina da corsa con una targa cittadina.

Motorizzata con un 8 cilindri di 2,9 litri e due turbo, forniva 478 Cv per oltre 320 km/h di velocità massima. Entrò in listino all’esorbitante prezzo di 373 milioni di Lire ma sul mercato speculativo raggiunse cifre 5 volte superiori.

Il 14 agosto del 1988, nella sua casa di Modena, Enzo Ferrari si dipartì dalle cose terrene per iniziare una nuova avventura.