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MA DOVE VAI, SE LA FEVVAVI NON CE L’HAI! POSTO CHE LE HYPERCAR IBRIDE SONO ESTREMAMENTE DI MODA, L’APPASSIONATO ALLA RICERCA DI SOSTANZA E NONCURANTE DEL RISCHIO DI “PASSARE INOSSERVATO” PERCHE’ NON POSSIEDE L’ULTIMA NOVITA’, INVECE DI INVESTIRE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO IN UNA MCLAREN P1, UNA FERRARI LAFERRARI O UNA PORSCHE 918 PUO’ BUTTARSI SU UNA MOSLER, CERTAMENTE PIU’ A BUON MERCATO E, PROBABILMENTE, VELOCE TANTO QUANTO LE SOPRACCITATE REGINE DELLA NICCHIA. 0-100 IN 2,5 SECONDI (IN PRIMA MARCIA).

Dopo RM Auctions, Bonhams e Gooding & Co., Barrett Jackson è un’altra delle case d’aste che affollerà il weekend di Scottsdale, Arizona, con una interessante asta di auto da collezione.

Scorrendo il catalogo delle proposte si inciampa in una delle più mostruose auto sportive dello scenario degli ultimi anni, ormai avvezzo a considerare normale automobili in grado di sfondare il muro dei 100 orari in meno di 3″. Si tratta del primo esemplare prodotto della Mosler Raptor GTR.

Il costruttore di Rivera Beach, in Florida è un costruttore specializzato nel trattamento della fibra di carbonio, una qualità che deriva da molti anni di militanza nelle competizioni.

Dopo anni dedicati alle corse, Mosler ha deciso di mettere tutta la competenza al servizio delle nicchia delle hypercar con un coupé dalle caratteristiche semplicemente grandiose: meccanica da pista portata in strada ottenendo prestazioni superlative, al livello (se non meglio) dei costruttori più titolati.

La Mosler Raptor GTR è basata su una monoscocca in fibra di carbonio con motore centrale-posteriore: si tratta del V8 LS7 di derivazione Corvette Z06, da 7 litri di cilindrata, sul quale sono stati montati due turbocompressori. E’ abbinato a un cambio meccanico Getrag a 6 rapporti.

Secondo il costruttore la potenza massima è di 1.200 Cv, abbastanza per uno 0-100 in 2″5 in prima marcia.

La carrozzeria è costituita da due fogli di fibra di carbonio inframezzati da un foglio di Kevlar.

Lo schema meccanico prevede anche sospensioni a doppi triangoli con ammortizzatori regolabili, freni a disco da 355 mm di diametro con pinze anteriori a 6 pompanti e posteriori a 4.

Questo esemplare, telaio 1M94136BX9C682029, è stato assemblato su una scocca costruita nel 2009 e completato nell’agosto 2011. Nel mese di ottobre ha subito un piccolo incidente: un’uscita di strada con “qualche danno” alla coda.

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.