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IL SOGNO AMERICANO. GIA’ IDOLO DELLE FOLLE DI APPASSIONATI DI AUTO STORICHE, JAMES GLICKENHAUS HA STUPITO IL MONDO CON LA FERRARI P4/5 DI PININFARINA (UN MILIARDO DI VOLTE PIU’ BELLA DELLA ENZO) E ORA HA LETTERALMENTE ESAGERATO: A GINEVRA 2015 CON LA “SUA” AUTO DA CORSA E CON IL PRIMO PROTOTIPO DELLA VERSIONE STRADALE.

La SCG 003 rappresenta molto: la concretizzazione del sogno di James “P4/5” Glickenhaus di costruirsi la sua auto sportiva, il desiderio di affacciarsi al mondo automobilistico come costruttore. E c’è riuscito: è al Salone di Ginevra con la SCG003S (Stradale) e con la sua versione da corsa, la SCG003C che prenderà parte alla prossima 24 Ore del Nurburgring. Come se non bastasse, il marchio Scuderia Cameron Glickenhaus ha già piazzato un ordine: sta attualmente costruendo la seconda SCG003C per un cliente americano che parteciperà alla 24 Ore sul Nordschleife il prossimo 14 – 17 maggio.

Il marchio SCG, giova ricordarlo, è americano ma le teste pensanti che hanno ideato, progettato, sviluppato e costruito la 003 sono rigorosamente italiane! Il progetto è partito da un foglio bianco e, oggi, la SCG 003 si deve rivolgere a terzi solo per la motorizzazione.

Attualmente la massima attenzione è riservata alla SCG 003C da corsa, quella che correrà al Nurburgring. Questa si basa su un nuovo telaio monoscocca in fibra di carbonio con motore di derivazione Honda, V6 3.5 con 2 turbocompressori. La trazione, posteriore, è abbinata a un cambio meccanico sequenziale.

IL PROTOTIPO DELLA SCG 003S

Ma sullo stand, James Glickenhaus presenta anche il primo prototipo della versione stradale della SCG 003. L’influenza della 003C è totale, come pure l’imprinting originale dato dal suo ideatore (collezionista di auto storiche, soprattutto da corsa, felice proprietario della più vecchia Ferrari oggi esistente, di una Lola T70, di una Ford MK4 e di una Ferrari 330 P4 – il telaio 0846, sulla cui originalità l’ambiente non è concorde unanimente).

La vettura di “davvero” stradale ha unicamente la targa ma per il resto è una pura meccanica da competizione. La sua carrozzeria in fibra di carbonio a vista rende molto poco l’idea di un “vezzo” come si potrebbe vedere su Bugatti Veyron o Pagani Huayra, così come la complessa plancia, ridondante di controlli e sistemi configurabili dal pilota.

Semplicemente sublime, l’originale disposizione di tre indicatori (tra cui livello carburante e livello olio) sulla carrozzeria tra pannello porta e bocchettone per il rifornimento. Uno straordinario richiamo alle luci di segnalazione che portavano le vetture che correvano a Le Mans negli Anni 60 per comunicare le condizioni di pilota e vettura, unico espediente epoca in cui non esistevano le comunicazioni radio.

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Gli Speciali di 0-100.it: Salone di Ginevra 2015

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.