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QUEL CHE RESTA DEL GIORNO. LA CARROZZERIA ITALIANA NON E’ PIU’ AI FASTI DI UN TEMPO. I POCHI MARCHI SUPERSTITI PROPONGONO IDEE AFFASCINANTI. MA SEMBRANO, IN REALTA’, IN STATO VEGETATIVO.

Italiani, popolo di santi, poeti, navigatori, (evasori fiscali), (politici fannulloni), cuochi sopraffini, stilisti… e un tempo remoto anche di carrozzieri.

Cosa resta, oggi, della nostra tradizione nel campo del design e della carrozzeria? Ben Poco. E’ cambiato lo scenario: oggi fare il carrozziere è difficilissimo. Le regole dell’omologazione, l’obsolescenza economica del prodotto “automobile”, l’estrema polverizzazione del mercato, la crisi del settore, i reparti “clienti speciali” delle Case stesse e l'”internalizzazione dei Centri Stile hanno di fatto azzerato lo scenario della carrozzeria italiana, un tempo un vanto nel mondo.

A conti fatti, l’unico superstite con un business solido e differenziato (allestimento di auto speciali d’atelier, sviluppo di progetti di serie limitate per i marchi costruttori, realizzazione di progetti di design),  è Zagato (non presente a Ginevra 2013).

Per gli altri la situazione è profondamente cambiata: acquisiti (Giugiaro), o con un business fortemente ridotto (Bertone ha venduto tutto a Maserati, Pininfarina alla De Tomaso – fallita; al marchio Touring mancano importanti commesse).

PININFARINA SERGIO
La barchetta su base Ferrari 458 Italia è un omaggio a Sergio Pininfarina. Molto affascinante, seducente e coerente con lo stile Pininfarina e con l’immagine della Rossa. Ricorda complessivamente la stupenda Ferrari Mythos. E’ un peccato che rimanga solo un prototipo.

BERTONE JET 2+2
Lo stand di Bertone appariva affollato per le presenze femminili più di quanto non facesse la versione Station Wagon dell’Aston Martin Rapide. Se l’Aston Martin decidesse di metterne in produzione una piccola serie sarebbe l’unica station wagon del mercato con motore 12 cilindri (la Ferrari FF, infatti, è una Shooting Brake, con due sole porte).

TOURING DISCO VOLANTE
Sotto una carrozzeria di gusto neoclassico che ricorda la stupenda Alfa Romeo Disco Volante Coupé del 1952 pulsa la meccanica dell’Alfa Romeo 8C Competizione. Auto affascinante, evocativa, testimone di un certo modo di fare carrozzeria. Peccato le manchi il marchio ufficiale Alfa ma questo potrebbe non fermare la creazione di un bel portafoglio ordini per il marchio milanese.

GIUGIARO PARCOUR
Ricorda una Lancia Stratos con i bermuda. Affascinante per un verso, “strana” per l’altro con quelle ruote gigantesche da 22″ e quell’altezza da terra (variabile tramite un pulsante in abitacolo) che permetterebbe a un camper di passarvici sotto. A giudicare dalle tendenze in atto, potrebbe prefigurare una nuova nicchia di mercato: quella delle coupé 2 posti – fuoristrada.

Il motore 10 cilindri della Gallardo le consente di volare sullo 0-100 in 3″6 e di sfondare 300 orari. Il problema è che un’auto così appare coerente solo per una Trans-desertica che per una lotta in pista con le concorrenti che piallano l’asfalto.