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Volkswagen Design Vision GTI - Worthersee 2013

IL “SUOGNO” (COME DICE CROZZA-BRIATORE) PER UNA VOLKSWAGEN GOLF GTI “AL TOP”. 503 CV, 300 KM/H

Al Worthersee Tour 2013 (8 – 11 maggio 2013), il mega raduno che farà di un piccolo paesetto austriaco il centro della passione mondiale per le vetture del marchio Volkswagen, Golf in particolare, per tutto il weekend, la Casa Madre sarà presente ufficialmente con un emozionante prototipo, la visione di una ipotetica macchina da corsa su base Golf GTI.

RIGOROSAMENTE GOLF

La Volkswagen Design Vision GTI è l’ultima provocazione meccanica e stilistica sulla base dell’ultima Vw Golf MK7Klaus Bischoff (Capo del Design di Volkswagen), ha portato alle estreme conseguenze l’esigenza di creare la più possente delle Golf di sempre: l’obbiettivo era la realizzazione di forme spettacolari, fortemente ispirate alle corse corsa, che creassero il massimo possibile ottenibile su una Golf ma fedele al DNA del modello.

Secondo Klaus Bischoff la Design Vision potrebbe essere messa in produzione così come si presenta. Le forme sono audaci, estremamente provocanti, estremizzazione di dinamicità ed emozionalità ma rispettano al 100% i valori stilistici del brand.

Il frontale, ad esempio, è stato reinterpretato fondendo luci e prese d’aria con elementi “a lama” per i freni in un’unica unità stilistica. I parafanghi anteriori, visivamente allargati, si “staccano dalla carrozzeria” nella parte posteriore. Da qui si diparte la minigonna inferiore, molto più larga della porta, che percorre tutta la fiancata e, in corrispondenza del parafango posteriore, inizia ad alzarsi per formare il montante C. Su questa carrozzeria, esso diventa un elemento completamente distinto dal corpo vettura.

Il risultato è una Golf decisamente meno anacronistica e “impossibile” della Vw Golf GTI W12 650 del 2007 (una due posti secchi con motore posteriore da 650 Cv) ma totalmente in linea con la filosofia del grande raduno di Reifnitz (vicino Klagenfurth): stile possente e performance da brivido.

E’ lunga 4,253 mm, 15 mm in meno rispetto alla Volkswagen Golf GTI di serie. E’ invece alta 1.385 mm, 57 mm in meno sul modello standard ed è, infine, molto più larga: 1.870 mm contro 1.799 per effetto dell’allargamento delle carreggiate di oltre 7 cm su entrambi gli assi.

I larghi passaruota ospitano ruote da 20″ con pneumatici anteriori da 235/35 e posteriori da 275/30.

ABITACOLO

Il concetto di “reduced design” ha guidato la definizione degli interni, confezionati con fibra di carbonio, pelle e Alcantara. La plancia, con spigoli vivi, volutamente racing, è orientata verso il pilota e presenta pochi controlli e pulsanti per creare un’atmosfera racing: clima, pulsante d’accensione, estintore, disattivazione dell’ESP, comando per il cambio DSG. Senza dimenticare l’importanza “social” di un’auto così appassionante.

Sulla parte alta della plancia un grande display produce informazioni sulla pista su cui si sta correndo ed è collegato con un circuito di telecamere che proiettano immagini dell’esterno (sono integrate nel montante A) o nell’abitacolo.

I sedili, da corsa, sono provvisti di cinture integrali e corredati da due caschi. Per aprire le portiere si utilizza una fettuccia di nylon, come sui modelli più sportivi (se non da corsa) di Porsche.

RIGOROSAMENTE MARCIANTE

Il motore scelto è una versione preparata all’inverosimile del V6 3.0 TFSI della gamma. All’unico turbocompressore presente di serie ne è stato aggiunto un altro, creando un V6 biturbo da 503 Cv di potenza e un picco di coppia massima di 560 Nm tra 4.000 e 6.000 giri.

Il motore è abbinato alla trazione integrale 4Motion e al cambio semiautomatico DSG con due frizioni. E’ inoltre equipaggiata con un impianto freni in carboceramica con dischi anteriori da 380 mm di diametro e posteriori da 356. L’aria  calda generata in frenata è espulsa per effetto della forma delle razze a “lama di spada” delle ruote in lega da 20″.

Secondo Volkswagen la Design Vision GTI, rigorosamente marciante, raggiunge facilmente 300 km/h.

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.