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Auto prestata ad altri, adesso la multa è di 3.630€: mai più favori a nessuno | Per legge non…

Auto prestata ad altri
Auto prestata ad altri

La prossima volta che vi chiederanno di prestagli l’auto direte di no, la multa è spaventosa.

Da sempre la condivisione delle proprie auto con amici e parenti è stata un gesto di generosità e affidamento reciproco. Tuttavia, l’aspetto di questa pratica che sembrava essere ovvio tra conoscenti sembra star cambiando le carte in regola, portando un’inaspettata inversione di ruolo nel mondo della guida.

Tutto ciò sta scuotendo le fondamenta delle consuetudini automobilistiche. Secondo questa regolamentazione, il prestito dell’auto a familiari o amici può comportare multe salate e sanzioni che hanno scatenato un acceso dibattito tra coloro che un tempo consideravano la condivisione dell’auto una prassi naturale.

La ragione dietro questa mossa inaspettata è stata fornita come una misura precauzionale per ridurre gli incidenti stradali e responsabilizzare il conducente effettivo dell’automobile. Tutto questo, tuttavia, può sembrare eccessivo e inaspettato per molti, ma alcuni i suoi sostenitori l’hanno definita come un necessario passo avanti nella promozione della responsabilità individuale e della sicurezza stradale.

Ciò che una volta era considerato un segno di fiducia e vicinanza sociale, ora potrebbe essere motivo di timore e preoccupazione legale. L’idea di condividere le proprie chiavi con un amico per un’uscita improvvisata o prestare l’auto ai parenti per motivi di necessità può ora comportare conseguenze legali impreviste.

 Guidare un’auto prestata: cosa dice la legge e come proteggersi

Prestare la propria auto a un amico o a un familiare è un gesto comune, ma nasconde delle implicazioni legali e assicurative spesso trascurate. Quando si presta un veicolo, è fondamentale comprendere le responsabilità e i potenziali rischi associati. Chi prende in prestito un’auto diventa responsabile per multe e incidenti stradali, ma il proprietario rimane legalmente responsabile del veicolo. Anche se comune, questa pratica richiede una consapevolezza delle implicazioni legate alle infrazioni, agli incidenti e ai controlli delle autorità.

La circolazione di informazioni errate su internet ha spesso confuso le regole della legge riguardo alla guida di auto di terzi. Tuttavia, secondo l’articolo 94, comma 4-bis del Codice della Strada, non c’è alcun divieto assoluto di guidare un veicolo intestato a un’altra persona. La legge si riferisce più al frequente e continuativo utilizzo del veicolo, piuttosto che a un singolo episodio di prestito.

auto prestata
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Auto aziendali e regolamentazioni

Per le auto aziendali, c’è una distinzione: se si utilizza un veicolo per più di 30 giorni consecutivi, è necessario modificare i documenti di circolazione per indicare l’utilizzatore. La mancata conformità a questa regola può portare a multe significative e al ritiro dei documenti di circolazione.

La legge, inoltre, esclude i familiari e i conviventi dalla necessità di modificare la carta di circolazione per un utilizzo continuativo dell’auto. Figli, coniugi e familiari possono utilizzare l’auto senza limiti temporali specifici. Le implicazioni sull’assicurazione, poi, sono cruciali. Se il conducente dell’auto prestata causa un incidente, il proprietario subisce un aumento della classe di merito e potenzialmente del premio assicurativo. Inoltre, è essenziale verificare che il conducente rientri nei termini della polizza stipulata, altrimenti ci potrebbero essere limitazioni al risarcimento in caso di incidente. In caso di sinistro causato dalla responsabilità di un altro automobilista, l’assicurazione può risarcire sia il proprietario dell’auto che il conducente a cui è stata prestata.