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ENZO FERRARI, UGO ZAGATO, VITTORIO JANO: TRIS PERFETTO! NEL 1929 L’ALFA 6C 1500 EVOLVE NELLA 6C 1750, UN’AUTO IMBATTIBILE IN GARA. L’ESEMPLARE DI QUESTO ARTICOLO, CHE SARA’ ALL’ASTA DA BONHAMS A SCOTTSDALE (ARIZONA) IL PROSSIMO GENNAIO, APPARTENNE AL BARONE PHILIPPE DE GUNZBOURG, GENTLEMAN DRIVER, EROE DELLA RESISTENZA FRANCESE DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE.

All’inizio degli Anni 20 Vittorio Jano, forse su consiglio di Enzo Ferrari, abbandonò la FIAT per andare a ricoprire un importantissimo ruolo dirigenziale all’Alfa Romeo: la progettazione delle vetture da corsa ufficiali del Biscione.

Il più grande contributo che Jano diede, in quell’epoca, alla costruzione del dominio Alfa nelle corse fu, da un lato, l’Alfa Romeo P2. Dall’altro la nuova Alfa Romeo 6C, un modello completamente nuovo disponibile in numerose versioni, dalla Turismo alla sportivissima Super Sport.

E’ in questo periodo che, probabilmente su iniziativa dello stesso Jano, Enzo Ferrari conosce Ugo Zagato.

Il carrozziere milanese, che aveva fondato la sua carrozzeria a Milano nel 1919 come compendio di un lungo tirocinio nel settore aeronautico, aveva portato nel neonato settore automobilistico le sue esperienze con gli aerei: uso di materiali leggeri (legno e alluminio) e forme aerodinamiche.

Jano lo volle come carrozziere delle sue vetture, testimone che passò successivamente alla valutazione di Enzo Ferrari, depositario dell’importante ruolo, attraverso la Scuderia Ferrari, di organizzatore dell’esperienza sportiva delle Alfa Romeo ufficiali.

Dopo i successi dell’Alfa Romeo 6C 1500, tra cui la fondamentale vittoria alla Mille Miglia del 1928 (grazie a Giuseppe Campari), nel 1929 questo modello fu sostituito dalla 6C 1750. E fu subito un successo: vittoria alla Mille Miglia del ’29 (ancora Campari) e nuovamente vittoriosa nel 1930 (il magnifico Nuvolari).

CARATTERISTICHE

Il motore 6C 1750 era disponibile con distribuzione monoalbero o nella più elaborata versione con 2 alberi a camme in testa. Questo trovava posto in un telaio a longheroni di progettazione Jano con sospensioni a balestre semi-ellittiche.

L’altra metà del merito, naturalmente, andava al leggero ed efficiente vestito elaborato da Zagato, il “fornitore ufficiale” di carrozzerie per le Alfa Romeo durante tutto il periodo di attività della Scuderia Ferrari.

L’approccio di Zagato seguiva una filosofia tipicamente razionalista di stampo milanese, in netto contrasto con le forme più barocche e ornamentali tipiche dei carrozzieri torinesi. I volumi di Zagato erano, quindi, semplici, slanciati, aerodinamici, alla ricerca della massima efficienza e, quindi, delle massime prestazioni in gara.

E’ questa la chiave di successo dell’azienda milanese, autentica specialista nelle carrozzerie sportive e da corsa fin dagli inizi dell’attività. Dai primi Anni 50, non a caso, tutti i principali marchi italiani avevano una collaborazione ufficiale con Zagato: Alfa Romeo, Fiat, Ferrari, Fiat-Abarth, Lancia e Maserati.

IL TELAIO 10814356

Secondo i registri, l’Alfa Romeo 6C 1750 GS Zagato s/n 10814356 (motore n.10814356, carrozzeria Zagato n.987), un esemplare della quinta serie, fu completato nei primi mesi del 1931. Nel mese di agosto ricevette targa francese 493 XL1 e fu spedita nel paese di Saint-Varent nell’Ovest di Francia, nelle mani del suo primo proprietario, il 27enne Barone Philippe de Gunzbourg, discendente di una nobile famiglia di banchieri e proprietari terrieri di Russia.

Il giovane rampollo, appassionato di aerei e di auto da corsa, trovò nella sportiva Alfa un’auto ideale per i suoi divertimenti. Sebbene non esistano conferme, infatti, il giovane gentleman driver partecipò alla cronoscalata La Mothe Sainte Heraye il 5 giugno 1932 (primo di classe) e a Puymoyen due mesi dopo. Ma il risultato migliore di carriera arriverà poco dopo alla 24 Ore di Le Mans: secondo posto assoluto con Luigi Chinetti a bordo di un’Alfa 8C 2300.

Il Barone saprà distinguersi anche durante la guerra con la Resistenza Francese contro i nazisti e ricevendo, per questo, un importante riconoscimento dal generale De Gaulle.

La sua 6C 1750 fu venduta nel ’35 nella regione dei Pirenei francesi e ritargata 5606 NM2. Nel 1940 fu nuovamente venduta alla Hydravions F.B.A., un’azienda costruttrice di aerei di Parigi. Nel ’44 fu ceduta a un famoso pilota dell’epoca, Victor Polledry. Questi, nei tardi Anni 60 la vendette a un certo Monsieur Barriere che la utilizzò sporadicamente. Finita in eredità al figlio fu “sverniciata” negli Anni 70 (ma rimase sempre nelle sue condizioni originali) e negli Anni ’80 venduta a un nuovo collezionista francese.

Da questi, nel 2007, attraverso un’asta di RM Auctions, a un nuovo proprietario, un collezionista del Texas e, nel 2010, al suo attuale proprietario. Questi, un collezionista dell’East Coast, l’ha sottoposta a un restauro totale (600.000 dollari complessivi). Terminata nel 2012, la 6C 1750 del Barone de Gunzbourg è stata vista nelle più importanti manifestazioni del settore (Pebble Beach, Mille Miglia, Villa d’Este).