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GIUSTIZIA E’ FATTA! FIN DA SABATO ERAVAMO CONVINTI CHE IL BEST OF SHOW AVREBBE DOVUTO ESSERE ASSEGNATO ALLA MASERATI 450 SPORT DEL COLLEZIONISTA SVIZZERO ALBERT SPIESS. QUESTA VETTURA (SOLO 11 ESEMPLARI COSTRUITI), APOTEOSI DELL’IMPEGNO SPORTIVO DEL TRIDENTE DELLE CORSE, FINO AI PRIMI ANNI 90 (QUANDO APPARIRONO LE PANOZ) RIMASE LA PIU’ POTENTE VETTURA SPORT A MOTORE ANTERIORE DELLA STORIA.

La giuria del Concorso d’Eleganza Villa d’Este ha decretato la Maserati 450 S del 1957, telaio 4502, la vettura più bella del concorso.

Il Best of Show va, così, a una delle auto da corsa più prestigiose della storia del motorismo italiano e, soprattutto, al modello che ha rappresentato il punto più alto dell’impegno sportivo ufficiale della Maserati nelle corse.

Dopo la stagione ’57 del campionato Mondiale Marche, in cui la Maserati ottenne il secondo posto assoluto dietro alla Ferrari, il Tridente si ritirò ufficialmente dalle corse e continuò a sviluppare auto da corsa esclusivamente per i clienti privati.

L’ambito premio si aggiunge al Design Award for Concept Cars & Prototypes che la Maserati Alfieri ha conseguito ieri, giornata di esibizione nei giardini di Villa Erba, grazie al voto del pubblico presente.

LA STORIA DELLA 4502

Dopo lo sviluppo del prototipo della 450 S, l’auto ricavata dalla 350 S con telaio 3501, Maserati iniziò la produzione secondo la richiesta dell’americano Tony Parravano. Questi, un ricco costruttore della California, aveva espressamente richiesto, per la sua scuderia impegnata nelle gare americane, una versione più potente con motore 8 cilindri, della Maserati 300 S, vettura molto competitiva ma, evidentemente, poco performante.

La 4502 fu consegnata a Parravano alla fine del ’56 e fu schierata in alcune competizioni (colore rosso e blu scuro con fasce bianche). Ma all’inizio del ’57 iniziarono i guai giudiziari per Parravano. Questi, infatti, accusato di una colossale evasione fiscale, scappò in Messico e tutti i suoi beni, 450 Sport compresa, furono sequestrati dalla Inland Revenue Service, l’Agenzia delle Entrate americana.

Finita all’asta nel gennaio ’59, fu acquistata per 3.000 dollari da Rey Martinez e Jack Brumby. Quest’ultimo, un pilota di Abarth, non aveva esperienza con macchine così potenti (8 cilindri a V, 4,5 litri, 400 Cv, 700 kg, oltre 320 km/h) e, dopo una sola gara, la rivendette a un certo Billy Krause che corse alcune gare in California. Venne quindi venduta a Chuck Kessinger che la utilizzò nel 1960 e ’61 ma con scarso successo a causa dell’ormai sorpassata tecnologia della vettura.

Ritiratasi definitivamente dalle competizioni, la 450 S 4502 intraprese una nuova carriera come auto da collezione: prima nelle mani di  Bill Grimiscin in Pennsylvania (che la restaurò completamente), poi di Tiny Gould (Pennsylvania), Joel Finn di New York (1968), Cameron Millar (1970, Inghilterra).

Fu quindi acquistata dal conte Hubertus von Donhoff, un appassionato tedesco. Questi fece eseguire un restauro integrale (tra cui l’apertura delle prese d’aria per i freni anteriori, e la riverniciatura in blu).

Nei tardi anni 90 la 4502 cambiò ancora proprietario e andò ad animare la collezione del tedesco Hartmut Ibing (che annoverava, tra i suoi gioielli, anche la Maserati 300 S telaio 3056 e una Ferrari 250 GTO).

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.