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Una gara con visibilità internazionale come la Mille Miglia, specialmente negli anni della ripresa del dopo guerra, allorché fu creato il Campionato del Mondo per vetture Sport e dai quattro angoli del pianeta i costruttori convergevano verso Brescia con squadroni iper-agguerriti, fu fondamentale per i piccoli marchi.

Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, in un’Italia pesantemente danneggiata ma con la voglia di risollevarsi, nacquero dappertutto numerose piccole aziende che produssero qualche decina di vetture, specialmente barchette Sport per le categorie minori: Ermini, Bandini, Stanguellini, Taraschi, Giaur, Patriarca, Stanga, Osca e Abarth… O piccoli preparatori che creavano versioni speciali su meccanica FIAT o Lancia.

Queste auto, piccole ma combattive, andavano a comporre una nutrita schiera di contendenti alla Mille Miglia nelle classi fino a 750 cc o 1.100 cc.

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.