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BABY VENENO? DOPO UNA VITA DI STRAORDINARI PROTOTIPI E SHOWCAR, ITALDESIGN SI LANCIA NEL DIFFICILISSIMO BUSINESS DELLE AUTO DA COLLEZIONE IN SERIE LIMITATA SFIDANDO PININFARINA, TOURING SUPERLEGGERA E ZAGATO. IL GRUPPO VW DA’ COSI’ AD AUDI E LAMBORGHINI UN PICCOLO ATELIER PER I MODELLI PIU’ SPECIALI. LE SUE ARMI: LA “PESANTISSIMA” FIGURA DI GIORGETTO GIUGIARO E IL VALORE DEL MADE IN ITALY DI UN BRAND ICONICO.

Italdesign lancia il brand Italdesign Automobili Speciali e al prossimo Salone di Ginevra porterà il primo modello di produzione della sua storia ancora tutta da scrivere. Con questa vettura Italdesign si lancia nell’avventura di piccolissimo costruttore: tutto il know how acquisito in quasi 50 anni di storia nel campo del design, della progettazione della produzione di prototipi e showcar passa all’applicazione nell’ambito della produzione in piccola serie. La supercar dell’Italdesign, infatti, sarà prodotta in 5 esemplari, proposti a collezionisti orientati al collezionismo.

Si tratta di un modello ancora dai contorni sconosciuti: non si conosce la base di partenza (ma la presenza di un “motore 10 cilindri 5.2” suggerisce si tratti della meccanica della Lamborghini Huracan alias Audi R8) né il nome ma il marchio torinese (di proprietà del Gruppo Vw) fornisce altre informazioni interessanti.

La supercar, che sarà prodotta a Moncalieri, è lunga 484,7 cm, larga 197 cm e alta 120,4 centimetri. La base è un telaio modulare in fibra di carbonio e alluminio, con carrozzeria interamente in fibra di carbonio.

Filippo Perini Head of Innovation Design di Italdesign afferma che “gli esterni rappresentano due facce della stessa medaglia: nella parte superiore della carrozzeria linee e volumi rispettano al 100% la tradizione delle Gran Turismo italiane. La parte inferiore è modellata dall’aerodinamica. Per ottenere le performance che avevamo in mente abbiamo dovuto “osare” e superare tutti i confini dello stile anche da un punto di vista meramente tecnico. Il risultato assicura un grande impatto senza essere necessariamente un design fine a sé stesso“.

Fin dai primi schizzi il Centro Stile e il Dipartimento di Ingegneria hanno operato secondo il principio del Simultaneous Engineering, un metodo di lavoro sviluppato e perfezionato dall’Italdesign alla fine degli anni 60: attraverso un dialogo continuo e simultaneo design e tecnica della macchina sono stati confrontati senza sosta fino a trovare un punto di incontro.

Le forme della supercar dell’Italdesign nascono dall’utilizzo di tecnologia di simulazione in realtà virtuale integrata con l’analisi dei processi di produzione. In tal modo – afferma Italdesign – la vettura è allo stato dell’arte per quanto riguarda prestazioni e sicurezza.

Secondo Italdesign la vettura che vedremo a Ginevra è capace di sfondare il muro dello 0-100 in 3″2 e di superare 330 km/h.

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.