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ALI SPIEGATE. IL TELAIO 2461, AUTO DI PUNTA DELLA SCUDERIA CAMORADI DI LLOYD CASNER, HA AVUTO UNA VINTA LUNGA E INTENSA (VINSE LA 1000 CHILOMETRI DEL NURBURGRING DEL 1960), GUIDATA DAI PIU’ GRANDI PILOTI DELLA STORIA (STIRLING MOSS, DAN GURNEY, JOAKIM BONNIER), MOTORIZZATA PURE CON IL 12 CILINDRI DI UNA FERRARI 250 TESTAROSSA.

Alla fine degli Anni 50 la Maserati fu costretta a importanti decisioni. Le corse non davano il successo sperato e, d’altro canto, i costi della gestione sportiva avevano raggiunto un livello insostenibile. In questo scenario il Tridente si trovò di fronte alla necessità di ritirarsi ufficialmente dal Motosport. Nel 1957 il Campionato Mondiale Marche aveva fruttato il secondo posto assoluto alle spalle della Ferrari. Ma non era abbastanza.

Fu sancito il ritiro ufficiale dalle corse ma non i programmi per i clienti sportivi. La fabbrica, tuttavia, si trovava nell’impossibilità di sviluppare nuovi motori e preferì orientarsi verso soluzioni già esistenti. Come, ad esempio, il 4 cilindri del Tipo 200 S.

Il 4 cilindri 2 litri del progetto Tipo 52 non era particolarmente costoso da costruire e avrebbe, per questo, offerto la possibilità di sviluppare un nuovo modello per i clienti.

L’ingegner Giulio Alfieri sviluppò un nuovo telaio tubolare a traliccio con piccoli tubi che conferivano alla struttura, grande rigidezza con peso contenuto.

Designato internamente come “Tipo 60”, il progetto fu presto noto all’interno come “Birdcage” a causa della particolare forma di tutto il traliccio. Attorno a quel telaio, con il motore sistemato anteriormente e inclinato di 45° per abbassare il baricentro, Giulio Alferi modellò una carrozzeria dalle forme particolarmente innovative, destinato a rimanere un classico tra le barchette sport del periodo.

DEBUTTO VINCENTE

Il 12 luglio 1959 il prototipo della Maserati Tipo 60 Birdcage, telaio 2451, debuttò ancora con le insegne ufficiali della Maserati alla Coupe Delamare Deboutteville con al volante Stirling Moss. L’asso inglese conquistò la vittoria facendo alla vettura una straordinaria pubblicità.

intanto in fabbrica si diede avvio a un ulteriore sviluppo del modello, che sarebbe sfociato, alla fine del ’59, nel Tipo 61 Birdcage con motore aumentato a 3 litri. Le consegne iniziarono nel mese di novembre e si ha notizia di almeno un esemplare di Tipo 60 aggiornato nel nuovo Tipo 61. Complessivamente la produzione assomma a 22 esemplari.

IL TELAIO 2461

Il telaio 2461 che sarà in vendita da RM Auctions a Pebble Beach è l’undicesima Birdcage costruita e la prima Tipo 61 con freni maggiorati della serie.

Primo proprietario fu il pilota più importante nella storia di tutte le Birdcage. Lloyd “Lucky” Casner, uomo chiave nella storia della Birdcage. Questi, pilota gentleman e titolare di un concessionario a Miami, aveva acquistato per la sua scuderia, Casner Motor Racing Division (abbreviato in CAMORADI) il prototipo della Tipo 60 Birdcage s/n 2451 e, nel dicembre 1959, aveva debuttato a Nassau con alla guida Carroll Shelby.

La vettura fu costretta al ritiro ma l’ottima performance della Birdcage s/n 2455 aveva positivamente impressionato Casner, che ordinò tre esemplari: 2458, 2461 e 2464.

Delle tre il telaio s/n 2461 fu la più prolifica di tutte. Consegnata il 20 marzo 1960, fu iscritta per il Team CAMORADI alla 12 Ore di Sebring. Il pilota, Jim Rathmann, fuse il motore durante le prove ma, per fortuna, questo fu sostituito in tempo per la 1000 Chilometri del Nurburgring del 22 maggio 1960.

Stirling Moss e Dan Gurney, al giro numero 20 furono costretti a 5 minuti di sosta ai box per riparare un tubo dell’olio rotto. Tornato in gara in 4° posizione, Dan Gurney iniziò un’epica rimonta, 30 secondi al giro, che gli permise di riprendere la testa della corsa. Fermatosi ai box, lasciò il volante a Stirling Moss, che mantenne la leadership fino alla bandiera a scacchi.

24 ORE DI LE MANS

Assieme ad altre due Birdcage, la 2461 fu iscritta alla 24 Ore di Le Mans 1960. Per l’occasione fu modificata con una coda allungata che migliorava l’aerodinamica. Ma purtroppo tutte e tre furono costrette al ritiro.

La 2461 ebbe ancora il tempo di un’ultima apparizione in gara con la Scuderia Camoradi, il 7 agosto al Gran Premio di Svezia. Joakim Bonnier conquistò il secondo posto assoluto.

Non pago, Casner acquistò ancora una Birdcage, la 2472 (nel frattempo carrozzata Drogo), con cui, alla Mille Chilometri del Nurburgring del 1961 Masten Gregory colse un’altra straordinaria vittoria.

Casner perderà tragicamente la vita nel 1965, durante i test della 24 Ore di Le Mans, a bordo di una Maserati 151.

LA NUOVA VITA DELLA 2461

Nel settembre 1960 le Birdcage n. 2461 e 2464 della Scuderia Camoradi furono vendute a Alan Connell, di Fort Worth, Texas, campione della categoria  Modified Sports Car del campionato SCCA del ’59. Connell iscrisse la Tipo 61 Birdcage s/n 2461 a numerose competizioni e vinse la USAC Consolation Race a Riverside e giunse 5° assoluto a Daytona.

MOTORE TESTAROSSA

Per cercare di essere competitiva per la stagione ’61, Connell fece installare, al posto del 4 cilindri 3 litri, il V12 della Ferrari 250 Testarossa s/n 0724TR. Soluzione, questa, nemmeno così bislacca. Molti piloti, in quel periodo, erano usi sostituire il motore delle Tipo 60 / 61 con propulsori V8 di origine americana.

La nuova Tipo 61 12 cilindri si dimostrò ancora più competitiva: vittoria assoluta a Mainsfield (Louisiana), al Gran Premio di Muskogee in Oklahoma. Nel 1962 Connell vendette la 2461 al texano Richard McGuire che corse fino al 1965 per poi esporre la vettura al Texas Speed Museum.

All’inizio degli Anni 70, Patrick Lindsay un collezionista inglese, divenne il nuovo proprietario della 2461. L’aviatore fece restaurare la vettura e installare un motore ricostruito con parti originali (blocco, testa, pompa dell’olio e pompa dell’acqua). Me nel 1972, durante una gara a Silverstone, subì un incidente che danneggiò seriamente carrozzeria e parte anteriore del telaio.

Partì a questo punto la ricostruzione della macchina, con l’obbiettivo di preservare il maggior numero possibile di componenti originali (sospensioni, freni, scatola dello sterzo, albero di trasmissione principale, scatola del cambio, sistema Transaxle).

Nel frattempo completamente smontata, la Tipo 61 2461 fu nel frattempo acquistata dal collezionista americano Dieter Holtersbosch. Questi portò a termine la ricostruzione, inclusa la prima carrozzeria a coda corta.

Nel 1986 fu venduta al noto collezionista tedesco Hartmut Ibing (già proprietario di una Ferrari 250 GTO, della Maserati 450 S s/n 4502, della Maserati 300 S s/n. 3056 e di molti altri gioielli da collezione). Noto per la sua precisione, Ibing la fece restaurare meticolosamente fino a nuove condizioni da concorso. Quindi, nel 1999, fu venduta al belga Phillippe Marcq (che la usò assiduamente nel campionato Shell Ferrari-Maserati Historic Challenge, a Le Mans, al Ferrari Days a Spa, al Goodwood Revival e al Festival of Speed).

Infine, nel 2005 è stata venduta al proprietario attuale. Questi l’affidò subito agli esperti restauratori dell’officina Reilly & Company di Corte Madera, California per un nuovo restauro. Il telaio fu ispezionato attentamente e ricondizionato (dove necessario), il motore completamente smontato. Sospensioni, freni e Transaxle sono stati rimessi a nuovo con set-up da corsa.

Ha quindi partecipato alla Monterey Historic del 2006, al Vanderbilt Concours d’Elegance di Newport, Rhode Island e, nel 2012, ancora alla Monterey Motorsports Reunion dove ha vinto il Rolex Award for Excellence.