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E LA VIPERA DIVENNE UN COBRA REALE

La storia della giganteggiante Cobra, la più famosa auto da corsa d’America, si è fossilizzata nel suo momento di massimo splendore. Infatti oggi, le aziende che, su licenza (e non!), costruiscono una replica della Cobra mettono su strada la più terrificante auto sportiva del mondo: centinaia di cavalli da domare come si faceva 50 anni fa.

La domanda è d’obbligo: quale fu questo momento? Molto semplicemente, la nascita della sua versione più potente, la “427” presentata nel 1965.

META’ ANNI 60: LA COBRA 289 NON BASTA PIU’

Come noto, la Cobra nacque allorché Carroll Shelby decise di motorizzare alcuni telai dell’inglese AC Ace con propulsore Ford V8 in luogo del 6 cilindri in linea Bristol e utilizzarli in gara negli Stati Uniti. Per tutti i primi Anni 60 la Cobra 289 aveva funzionato egregiamente ma, a metà della decade, divenne chiara l’esigenza di “qualcosa in più“. Il V8 Ford da 289 pollici cubici aveva trovato il suo massimo sviluppo intorno a 390 Cv ma questi iniziarono a non essere più abbastanza.

Ken Miles, il “padre” putativo della Cobra 427, aveva più volte espresso il suo favore per un motore più grande. Ma quando, nel 1963, alla Nassau Speed Week le Cobra 289 di Shelby presero 9 secondi al giro contro le Chevrolet Corvette Gran Sport, ogni dubbio fu fugato.

A Shelby fu inizialmente promessa una versione speciale dell’8 cilindri Ford 390 realizzato in alluminio ma alcune resistenze interne alla Ford lo costrinsero a rivolgersi al più “ruspante tipo 427 in ghisa. Un motore grandioso, capace di erogare in tutta affidabilità anche 500 Cv. Tuttavia si rivelò talmente pesante e potente da esigere la riprogettazione del telaio AC.

In Inghilterra fu quindi progettato un nuovo traliccio tubolare con tubi d’acciaio portanti dal diametro di oltre 12 cm, con nuove sospensioni a molle elicoidali. Era nata la Cobra 427.

CLASSE GT, REGOLAMENTO FIA

Carroll Shelby puntava a omologare la vettura in Classe GT. La FIA richiedeva, per questa categoria, almeno 100 esemplari. Con tutte le sue conoscenze nell’ambito dei piloti privati, Shelby era sicuro che sarebbe riuscito a trovare tutti i clienti necessari.
Le Cobra da corsa, le ,Competition Cobra 427, avevano una serie di modifiche che le distinguevano dalle versioni stradali: carrozzeria più larga per ospitare ruote Halibrand con gomme Goodyear da corsa, dischi freni posteriori maggiorati con pinze differenti, tappo per rifornimento rapido, pompa benzina  Stewart-Warner, serbatoio da gara da 42 galloni, ganci esterni fronte e retro per sollevamento rapido.

Aprendo il cofano si potevano inoltre notare: condotti di aspirazione in magnesio, testate in alluminio, radiatore dell’olio supplementare (e radiatore posteriore per il differenziale). La carta di identità della Competition Cobra 427 si chiudeva con lo scarico laterale (uno per lato) libero di dare sfogo al latrato indiavolato dell’8 cilindri Ford.

LA FIA NE TROVA SOLO 51

Senza attendere la naturale trafila burocratica stabilita dalla FIA, Carroll Shelby ordinò alla AC 100 telai per allestire altrettante Cobra 427 da corsa. Tutti, finiti con il primer sulla carrozzeria e interni neri, furono spediti in America per essere completati alla Shelby.

Ma il 29 aprile 1965 gli ispettori FIA in visita alla Shelby trovarono pronte solo 51 macchine invece delle 100 richieste. Omologazione, quindi, negata. Carroll Shelby bloccò l’ordine per le 50 da corsa rimanenti e la AC ripiegò sulla costruzione degli esemplari stradali.

COMPETITION GT: LA FORTUNA DI SHELBY. ANZI NO

Per incredibile coincidenza, nel giugno 1965 la FIA andò a creare la categoria Competition GT, per la quale rese obbligatori almeno 50 esemplari.  Apparentemente un successo. Invece questo portò le Competition Cobra 427 in competizione direttamente con le Ford GT40. E poiché Shelby stava lavorando con il patrocinio di Ford, questo creò un forte conflitto di interessi. Che fu risolto così: le Competition Cobra 427 avrebbero corso solo in mano ai privati.

COBRA 427 S/C: L’AUTO PIU’ VELOCE DEL MONDO

Shelby allestì 53 esemplari, con telai da CSX3001 a CSX3053. Le prime 16 auto furono vendute con successo, 2 rimasero a Shelby come prototipi e una, il telaio CSX3027, andò alla Ford Engineering.

Invece le rimanenti 34 macchine da corsa si trovarono a recitare la parte delle invenduteCharles Beidler, rappresentante per Shelby sulla East Coast, propose di trasformarle in auto stradali e proporle al mercato come “l’auto più veloce del mondo“. L’idea ebbe un grande successo: era nata (nel frattempo arrivarono 3 ulteriori ordini per la Competition 427) la Cobra 427 S/C (“Semi Competition”), auto mostruosa, animalesca, una bestia da domare solo con qualità di guida non comuni e un coraggio da leoni.

IL TELAIO CSX 3014

La Competition Cobra 427 di questo articolo, la quattordicesima costruita, fu completata l’8 settembre 1965. Inizialmente ordinata da un certo Neil Eric Allen, fu invece acquistata dalla Ford Advanced Vehicles (la società inglese controllata dalla Casa Madre nata per lo sviluppo della GT40) e spedita in Inghilterra assieme all’esemplare numero CSX3015 e a un paio di Ford Mustang GT350 per scopi promozionali.

Nel 1966, mentre era verniciata di bianco, questo esemplare fu preso a noleggio dalla  MGM British Studios nell’ambito del film Grand Prix (uno dei meglio riusciti di sempre sull’universo della F1) diretto da John Frankenheimer e con James Garner nel ruolo di protagonista. La 427 numero 14 apparve in numerose scene e fu probabilmente utilizzata anche come camera car.

Finito l’impegno cinematografico tornò negli Stati Uniti presso la Shelby American, che la cedette alla S&C Motors in San Francisco. Questa, a sua volta, la vendette, con vernice bianca e fascia centrale azzurra, a un certo Robert Cooper di Palo Alto.

Cooper la verniciò di nero con fascia bianca e la affidò al pilota Dick Terrell, un manico esperto che vinse il campionato californiano SCCA 1968. A fine stagione lo stesso Terrell acquistò la 3014 e corse anche nella stagione ’69. Da questo punto in poi probabilmente si susseguirono solo clienti più tranquilli. Non si hanno, infatti, notizie di ulteriori partecipazioni in corse, se non un nuovo cambio di colore (il rosso di oggi) a fine Anni ’70. All’inizio del nuovo millennio la 427 fu preparata per le corse storiche, sempre rispettando la sua originalità.

E’ giunta ai giorni nostri, dopo un altro restauro conservativo, in condizioni “da concorso” e, cosa molto importante, senza aver mai subito rovinosi incidenti in tutta la sua vita.

La Shelby 427 Competition Cobra numero di telaio CSX3014 sarà in vendita da RM Auctions a Monterey nei giorni del Concorso di Pebble Beach.

[fotografie: RM Auctions]

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.