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IL VIALE DEL TRAMONTO. IL 30 SETTEMBRE E’ NATA L’ULTIMA ARTEGA GT. AZIENDA FALLITA, DIPENDENTI (PER FORTUNA) SALVI.

Lo scorso 30 settembre, con la produzione dell’ultima GT, il marchio tedesco ARTEGA, con sede a Delbruck, ha definitivamente interrotto la produzione.

L’azienda è entrata in insolvenza lo scorso luglio e ha iniziato immediatamente a cercare un nuovo investitore. Dopo due prime “manifestazioni di interesse” successivamente due preziosi contatti con soggetti provenienti dal Messico e dalla Cina non hanno prodotto alcun risultato soddisfacente.

Recentemente si è fatta avanti la Paragon, un’altra azienda con sede a Delbruck e specializzata nella fornitura di componentistica per l’automotive. L’accordo è stato siglato e tutti i 34 dipendenti della Artega sono stati assorbiti dalla nuova azienda.

Ma ciò ha significato la cessazione della produzione delle Artega GT. Paragon ha infatti fatto sapere di non avere intenzione di riprendere la produzione dei modelli normalmente a listino: la coupé da 300 Cv introdotta nel 2007 (con motore 6 cilindri in posizione centrale di derivazione VW Golf R32) e la versione elettrica con 380 Cv di potenza.

All’ultimo Salone dell’Auto di Ginevra Artega aveva presentato anche lo studio per una versione spider con tetto rimovibile tipo Targa.

Pochi clienti, tutti tedeschi
La Artega GT è stata disegnata da Henrik Fisker, attuale fondatore e numero uno del marchio americano che produce l’ibrida Karma. La meccanica è stata curata da Hardy Essig, ex ingegnere in forze alla Porsche.

L’azienda fondata da Klaus Dieter Frers, ex Amministratore Delegato di Rolls-Royce e da alcuni ex dipendenti Volkswagen è riuscita a vendere solo in Germania ma ha sostanzialmente fallito nel resto del mondo. Un risultato pessimo che ha portato a questo triste epilogo.

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.