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IL CROSSOVER PRET-A-PORTER. HYUNDAI PRESENTA INTRADO, CROSSVER ALIMENTATA A IDROGENO STUDIATA PER ESSERE VERSATILE, PRATICA, FUNZIONALE E MINIMALISTA. LA SUA NUOVA SCOCCA IN FIBRA DI CARBONIO PROMETTE LIVELLI DI RIGIDITA’ STRAORDINARI.

Al Salone di Ginevra 2014 Hyundai presenta la sua visione del futuro del Crossover medio secondo un approccio fortemente concentrato sul cliente.

La Hyundai Intrado, la prima sviluppata sotto la direzione di Peter Schreyer, President e Chief Design Officer of Hyundai Motor Group, è stata interamente progettata e sviluppata presso il Hyundai Motor European R&D centre di Rüsselsheim (Germania). Essa esplora il futuro dei crossover compatti immaginando quali saranno le esigenze, i bisogni e i desideri di mobilità della clientela di domani.

Secondo il costruttore coreano sarà un’auto facile da utilizzare, con una grande interattività, facilmente adattabile allo stile di vita del suo proprietario (indaffarato o incline a un lifestyle molto trendy), priva di chili inutili (ispirata, quindi, agli aerei) ed equipaggiata con un motore efficiente e rispettoso dell’ambiente.

Le forme della Intrado, una nuova interpretazione dello stile “fluidic sculpture” di Hyundai, sono funzionali, minimaliste, prive di orpelli. La carrozzeria è realizzata con pannelli ultra leggeri in acciaio prodotti da un’acciaieria di proprietà di Hyundai Motor.

L’abitacolo enfatizza l’attenzione sull’uso di materiali leggeri e la necessità di essere funzionale e semplice da utilizzare. Ma, tutto questo, valorizzando anche il valore del design. In un concetto: bellezza funzionale.

Dal punto di vista telaistico la Hyundai Intrado si basa su una struttura superleggera, con cui il brand intende dimostrare le sue capacità nella costruzione di una vettura, rispetto alla concorrenza, più leggera, più robusta, più facile da guidare e più semplice da riparare. La parte centrale è realizzata in fibra di carbonio secondo un procedimento innovativo (Hyundai è in attesa di brevetto).

Tale è il livello di rigidità da permettere di utilizzare differenti tipologie di materiali per costruire la carrozzeria, “liberando” così la fantasia dei designer e offrendo nuovi parametri di “riparabilità” del veicolo in caso di danni.

La motorizzazione è un sistema a fuel-cell con idrogeno alimentato da una batteria al litio da 36 kWh. Secondo il costruttore l’autonomia massima è di 600 chilometri con un valore di emissione pari a 0 (dagli scarichi fuoriesce solo vapore acqueo).

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.