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Enzo Ferrari aveva fondato il suo marchio costruttore nel ’46 ed esordito, l’11 magio del ’47 al Circuito di Piacenza, con la sua prima macchina, la 125 S 12 cilindri. Il propulsore, progettato da Gioacchino Colombo aveva quindi iniziato una serie di sviluppi successivi, sfociati nel tipo 159 S, 166, 195 e 212.

Per i primi anni si trattava quasi esclusivamente di auto da corsa ma, con la nascita della categoria Gran Turismo (avvenuta nel 1948 a Milano) e l’affermarsi della corrispondente filosofia costruttiva, a Maranello la produzione iniziò a diversificarsi secondo gli indirizzi.

Nell’ottica di proporre modelli diversi per esigenze diverse, Ferrari puntava a costruire una solida immagine del suo marchio e a conferire, il più possibile, alle sue auto una certa identità stilistica.

Ne è un esempio significativo la 342 America allestita da Pininfarina nel 1952, la prima vettura che Ferrari affidò alla maestria di Battista “Pinin” Farina. Uno stile alquanto simile anche per due nuovi modelli, presentati di lì a poco.

Al Salone di Parigi dell’ottobre ’53 la Ferrari si presentò con la nuova 250 Europa, modello che andava a sostituire la 212 Inter, e la 375 America. Entrambe erano equipaggiate con un telaio a passo lungo di 2.800 mm (invece del precedente 2.600 mm) e con due nuove versioni del motore 12 cilindri  “Lampredi”: Tipo 103 da 2.963 cc per la 250 Europa e 4.522 cc del Tipo 104 per la 375 America, abbinato a una nuova trasmissione a 4 marce.

CONFUSIONE

Non sussistono dubbi sull’identità della 375 America presente sullo stand Ferrari: si trattava, infatti, del telaio 0293AL, un coupé 2 posti con carrozzeria Pininfarina.

Diversamente vale per il telaio 0295EU, che alcune fonti descrivono come ancora con il passo da 2.600 mm e un motore V12 3 litri “Colombo”. Il telaio successivo, 0297 EU, l’esemplare che Bonhams metterà all’incanto il prossimo 11 ottobre, possedeva le stesse caratteristiche eccezion fatta per una carrozzeria Pininfarina realizzata sullo stile della 212 Inter.

La questione coinvolge anche un altro telaio, 0299EU, che viene normalmente assegnato a una 212 Inter Coupé allestita per il regista Roberto Rossellini.

Ulteriore confusione arriva dagli archivi Pininfarina: il telaio 0297EU indica, infatti, la 17esima e ultima 212 Inter Coupé. La 0299EU, invece, viene catalogata come 250 Europa su telaio da 2.600 mm.

LA SOLUZIONE

La ragione degli interrogativi che scatena questo gruppo di telai è da ricercarsi in due brochure ufficiali della Ferrari dell’epoca: la prima, un catalogo che tratta 250 Europa, 500 Mondial e 750 Monza scrisse che la 250 Europa è equipaggiata con il 12 cilindri Colombo da 2.953 cc. Un successivo catalogo intitolato “250 Europa – 375 America“, invece, afferma che la 250 Europa ha il motore “Lampredi” e telaio da 2.800 mm. Una foto a corredo della descrizione mostra quella che, pressoché concordemente, è ritenuta essere la 0297EU laddove nell’altro catalogo è probabile che si tratti del telaio 0321EU, corrispondente a una “tarda” 250 Europa con carrozzeria Pininfarina.

UNA VERA GT

Anche se prodotta in pochi esemplari (20 in totale) e per un periodo breve, la 250 Europa fu un importante modello di transizione nella storia Ferrari, un trait-d’union tra la 212 Inter e la 250 Europa GT, quest’ultima il modello che anticipava la 250 GT Pininfarina del ’57, la prima Ferrari per la quale si possa parlare di produzione in serie.

Capace di sviluppare tra 220 e 260 Cv, la Ferrari 250 Europa si produceva in punte massime di circa 240 km/h e, per questo, era tra le auto più veloci di quel periodo.

Il telaio, un robusto traliccio con tubi a sezione ellittica poggiava a terra attraverso sospensioni (le anteriori a ruote indipendenti) con barre di torsione e ammortizzatori Houdaille.

IL TELAIO 0297EU

Considerato pressoché senza dubbi uno dei due prototipi della 250 Europa, questo esemplare ha solo recentemente guadagnato la sua autorevolezza nell’ambito della produzione del 250 Europa, essendo stata considerato a lungo una delle ultime 212 Inter.

La principale differenza tra i due prototipi e e altre 18 Ferrari 250 Europa risiede sotto il cofano. La 0297EU, infatti, è equipaggiata con il 12 cilindri 3 litri “Colombo” con tre carburatori Weber 42DCZ doppio corpo con doppia accensione e due distributori anteriori, accoppiato a un cambio a 5 marce, per complessivi 250 Cv.

Secondo i registri il primo proprietario fu un certo Tom ‘Gaetano’ Marchese di Thiensville (USA) personaggio molto noto degli ambienti motoristici per essere stato un grande uomo di marketing e comunicazione, promotore per marchi come Auburn, Pontiac, Gardner e Chrysler negli Anni 30 e per competizioni come la Indianapolis 500. Ferrari gli affidò il compito di pruomvere, attraverso la 250 Europa s/n 0297EU, il marchio del Cavallino sul mercato americano.

Sbarcato in Europa con il fratello Carl e due amici (Peter Crivello e Carl Wilke quest’ultimo anche lui acquirente di una Ferrari) prese in consegna la sua vettura direttamente a Maranello il 26 novembre 1953. Imbarcatisi sull’Andrea Doria, fecero ritorno a New York e, via bisarca, nelle rispettive nuove proprietà nel Wisconsin.

Nel 1955 la macchina fu venduta a Ed Weschler di Nashotah (Wisconsin) e nel maggio 1960 apparve inserzionata su Road & Track (“2.9 litre Farina coupe”). Fu acquistata da un certo Seidler che dopo poco tempo sostituì il motore originale con quello della Ferrari 250 GT Berlinetta Tour de France s/n 1141.

Nel ‘69 passò a Mr.Whitlock di Spriengfiled, Missouri, che re-installò il motore originale (ricostruito nel 1982) e tenne la 250 Europa fino al 1985, anno in cui la donò al Brook Stevens Automobile Museum di Milwaukee e successivamente fu acquistata dalla Investment Cars Inc. di Norfolk, Virginia.

Nel 1995 la macchina tornò in Italia nelle mani del collezionista Luigi Mancini che per ragioni sconosciute, registrò la macchina come 212 Inter e rimosse i paraurti e la griglia centrale (sostenendo che così la macchina risultasse più aggressiva).

Nel 2005 fu venduta a Gilberto Focardi ma questi non si interessò a chiarire l’identità della macchina e i suoi primi anni di vita. Solo allora, durante un restauro del motore, la Modena Motori di Modena, fornitore ufficiale di Ferrari Classiche, confermò la sua vera identità. Nel frattempo la Faralli & Mazzanti (F&M), specialista in carrozzerie Pininfarina, e la Autocarrozzeria Leoncini eseguirono alcune operazioni di restauro sul vestito esterno.

Ad oggi la 250 Europa 0297EU ha percorso quasi 55.000 chilometri.

[Photo credit: Bonhams]

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.