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BEEP, BEEP! APPASSIONATO D’AUTO COME POCHI NE SIANO MAI ESISTITI, JIM HALL NEL 1960 RACCOGLIE L’EREDITA’ DELLA SCARAB E FONDA LA CHAPARRAL. UN ANNO DOPO DEBUTTA A SEBRING LA CHAPARRAL 1, INIZIO DI UNA BRILLANTE CARRIERA MOTORISTICA DEL TEXANO.

Pochi personaggi della storia motoristica americana possono vantare il valore, la tenacia, la passione e la personalità di Jim Hall. Forse nessuno!

Jim Hall, infatti, fu pilota, Direttore di scuderia, proprietario, ingegnere sviluppatore e progettista nello stesso tempo. Una summa di ruoli unica che lo elevano tra le figure più importanti del motorismo d’Oltreoceano.

PASSIONE IRRESISTIBILE

Cresciuto in Texas in una famiglia con interessi nel campo petrolifero, fu precocissimo appassionato d’auto e già a 18 anni iniziò a indossare il casco per dedicarsi alla sua grande passione: le corse.

Rapito dal germe, si mise in affari con Carroll Shelby e insieme aprirono un concessionario ufficiale Maserati e Lister. Fu per Hall un’occasione ghiotta per sguazzare a piene mani tra le auto sportive e da corsa europee, allora le più gettonate negli USA. Non a caso, dopo il 1959 ottenne molti risultati a bordo di mostri sacri come la maestosa Maserati 450 S o le piccole ma temibili Tipo 60/61 Birdcage.

TU CHIAMALE, SE VUOI, OCCASIONI

Al Los Angeles Times Grand Prix di Riverside, ottobre 1960, Jim Hall ebbe modo di intavolare una interessante conversazione con Dick Troutman e Tom Barnes due figure molto importanti nell’ambito del marchio Scarab.

I due artigiani avevano mollato l’affare Scarab messo in piedi da Lance Reventlow e si erano messi in proprio aprendo un’officina in proprio a Culver City, California. Qui, speravano di continuare il business delle Scarab progettando un nuovo e più evoluto modello.

Hall, entusiasta del progetto, ne divenne il principale finanziatore. Acquisito il progetto, gli diede il nome di Chaparral, una varietà di struzzo dell’ovest del Texas.

CHAPPARAL 1

In fase di progettazione fu stabilito di seguire l’orientamento tecnico del momento e portare il motore, rispetto al progetto Scarab, dall’anteriore alla zona centrale posteriore. Tuttavia fu subito chiaro che si trattava di un’idea troppo ambiziosa per i tempi a disposizione.

Mancava, infatti, un adeguato Transaxle (blocco cambio-differenziale) adeguatamente robusto per sopportare la forza dell’8 cilindri Chevrolet che avevano intenzione di utilizzare.

Il motore rimase, quindi, in posizione anteriore ma molto arretrata per creare il bilanciamento ottimale. La carrozzeria, disegnata dal neo-dottore in design dell’Art Center Chuck Pelly, era il tocco definitivo per una vettura che si palesava come una “evoluzione” della Scarab piuttosto che una radicale novità.

In ogni caso, le novità tecniche erano molte: telaio tubolare più leggero e più rigido, nuova sospensione posteriore a ruote indipendenti, freni a disco Girling. Queste, in particolare, erano individualmente regolabili, una scelta molto differente rispetto alla normale tradizione italiana cui Jim Hall si ispirava.

DEBUTTO CON IL BOTTO

Troutman e Barnes costruirono i primi due telai ipotizzando di costruirne a breve altri 3 da vendere a piloti privati. Il telaio 001, il prototipo, si presentò al debutto a Laguna Seca il 10 giugno 1961. Jim Hall portò la Chaparral 1 al secondo posto assoluto e primo di classe. Un risultato straordinario, confermato dal terzo posto assoluto al Riverside Grand Prix l’ottobre successivo e dal secondo posto assoluto di dicembre al Trofeo del Governatore a Nassau.

All’inizio del 1962, in un’atmosfera di grande ottimismo, Jim Hall proseguì nello sviluppo insieme all’amico Hap Sharp, nuovo “acquisto” del team.

Dopo aver venduto il secondo esemplare, telaio 002, della Chapparal 1 alla scuderia Meister Brauser di Harry Heuer, Troutman e Barnes passarono alla costruzione del telaio 003, la vettura di questo articolo.

CHAPARRAL 1 S/N 003

Il 24 marzo 1962 la 003 fu iscritta alla 12 Ore di Sebring (piloti Hap Sharp e Ron Hissom) mentre Hall e Chuck Daigh erano al volante della 001. Dopo 8 ore di gara la 001 fu costretta al ritiro per rottura dello sterzo e tutti e 4 i piloti si alternarono alla guida della 003 riuscendo ad arrivare sesti assoluti e primi di classe.

Nel mese di settembre la 003 fu portata alla vittoria alla Road America 500 di Elkhart Lake dopo una grande rimonta dalla settima posizione in griglia di partenza e alla successiva 12 Ore di Sebring del marzo ’63 ruppe il motore dopo 15 giri.

Hall, nei mesi successivi, apportò continue modifiche alla carrozzeria per migliorare aerodinamica e raffreddamento ma ormai il motore anteriore era diventata una soluzione troppo obsoleta per riuscire a tenere il confronto con la concorrenza.

Bisognerà attendere l’ottobre del ’63 per vedere la nascita della tanto attesa Chaparral 2 con motore posteriore centrale.

Le Chaparral 1 n. 001 e 003 furono entrambe vendute: un evento mai più avvenuto perché tutte le vetture prodotte dalla Chapparal sono sempre rimaste nelle mani di Jim Hall.

La 003 fu venduta a un certo Gary Wilson del Kansas, che la fece correre nella stagione ’64 e da questi a Joe Starkey che ottenne numerosi successi nel ’65.

Da fine anno la 003 fu messa in pensione. Acquistata nel ’73 da Gary Lund fu tenuta gelosamente per quasi 30 anni. Questi, nel 1997 la fece restaurare completamente. Nel 2001 fu nuovamente ceduta a Skip Barber e nel 2004 al suo proprietario attuale che ha deciso di metterla in vendita da RM Auctions il prossimo 17 gennaio in Arizona.

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.