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Al Campionato Mondiale Marche (o Campionato del Mondo Sport Prototipi, o World Sportscar Championship “WSC”), dopo anni di dominio Ferrari e, in generale, di monopolio europeo, negli Anni 60 arrivarono gli americani e improvvisamente la forza del colosso europeo sembrò vacillare.

Le Mans: Ford contro Ferrari

Furono le gare di durata, e in particolare la 24 Ore di Le Mans il campo di battaglia dove uno di questi, FORD, anelava di vincere contro il più forte di tutti.

Henry Ford II voleva diventare un grande delle corse ma si rese presto conto che per riuscire a guadagnare il valore tecnico della Ferrari (vincitrice alla 24 Ore di Le Mans dal 1960 al 1965 consecutivamente) sarebbero stati necessari troppi anni (la scuola italiana era molto più avanti grazie a un bagaglio tecnico acquisito in decine d’anni di militanza sui campi di gara).

Lee Iacocca, uno dei suoi dirigenti più valenti, avanzò l’idea di proporre a Ferrari l’acquisto della sua scuderia, che sarebbe diventata la depandance sportiva FORD. Iniziarono le trattative, che raggiunsero un livello molto avanzato e un investimento notevole da parte del marchio americano.

Vendetta!

Raggiunto il punto più alto della trattativa, Ferrari fece retromarcia: la Ford non gli avrebbe concesso tutta l’autonomia decisionale che richiedeva. Henry Ford II  intese punire il Drake per il tempo inutilmente perso e iniziò la cantierizzazione dell’idea per una nuova macchina da corsa per contrastare il potere della Rossa.

Fu fondata in Inghilterra la Ford Advanced Vehicles e fu trovato in Lola il partner giusto per il progetto. Ne risultò una macchina ispirata alla Lola GT MK6. Per le sue forme e, in particolare, per la curiosa caratteristica dell’altezza da terra di 40,5 pollici (102 cm), assunse la denominazione ufficiale di Ford GT40. La sigla GT significava la prevista omologazione in categoria Gran turismo, che tuttavia non fu mai ottenuta.

Dopo un inizio difficile nel ‘64 (la GT40 MK1 palesava gravi problemi aerodinamici) e nel ‘65 (in cui conquistò la prima vittoria alla 2.000 Chilometri di Daytona), grazie alla direzione tecnica di Carroll Shelby il progetto prese una direzione precisa e nel 1966, anno di presentazione della Ford GT 40 MK2 con numerose migliorie al progetto (tra cui un nuovo motore V8 7 litri in luogo del precedente 4.2), si raggiunse la perfezione.

La Ford GT40, matura, velocissima e affidabile, vinse 4 edizioni consecutive della 24 Ore di Le Mans: 1966, 1967 (la Ferrari 330 P4 non potè nulla contro di lei), 1968 e 1969.

Ford GT40 P/1003

L’esemplare di questo articolo, ritratto nelle bellissime immagini, fu iscritta al Campionato Mondiale Marche 1965 dal Team France e affidata a Guy Ligier che la rese la prima GT40 vittoriosa in competizioni europee: a Magny-Cours, al Grand Prix di Albi, al Trophee du Cognac e alle cronoscalate di Chamrousse e del Mont-Dore dove ottenne una vittoria di classe.

Nel 1966 vinse nella sua classe (e quinta assoluta alla 1000 Chilometri del Nurburgring) e nel ’67, guidata da Jean-Michel Giorgi sempre come vettura della Ford France, ottenne altri due successi di classe ancora al Nurburgring e alla Targa Florio. Vinse, quindi, alla 12 Ore di Reims e nuovamente nella sua categoria a Magni Course prima di chiudere la stagione e, definitivamente, il suo impegno sportivo.

Dopo oltre 30 anni con il suo ultimo proprietario, recentemente la GT40 P/1003 è stata messa in vendita.

[fonte: GT Spirit].

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.