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BLACK FRIDAY O CYBER MONDAY? TROPPO MAINSTREAM E SENZA MORDENTE. MEGLIO PROVARE IL BRIVIDO DI VINCERE UNO DEGLI OLTRE 800 LOTTI IN PALIO A DUEMILA RUOTE. DA UTILITARIE A SUPERCAR, PASSANDO PER MOTO, BARCHE, AUTOMOBILIA VARI E PEZZI DI RICAMBIO, A MILANO AUTOCLASSICA 2016 CE NE È STATO PER TUTTI I GUSTI E TUTTE LE TASCHE. MA QUANDO L’EUFORIA È PIÙ FORTE DEL REALE VALORE DI QUELLO CHE SI COMPERA?

AutoClassica celebra la sua prima edizione autunnale con l’importante presenza di RM Sotheby’s. Un successo preannunciato e di cui si è molto parlato: l’asta “Duemila Ruote”, frutto di un sequestro giudiziario avvenuto alla collezione Compiano.

Con un tutto esaurito in termini di posti a sedere per partecipare all’asta e un incremento vertiginoso di compratori via web e al telefono (da 57 paesi del mondo), l’asta da subito ha spiccato il volo con prezzi che, inutile negarlo, sono parsi per lo più esagerati. Complice sicuramente il listino divulgato dalla stessa casa d’aste, con prezzi stimati molto sotto la media, ma aumentando così il bacino di interesse.

Le auto, tutte senza riserva ed esposte al pubblico per essere ispezionate (salvo rare eccezioni per i pezzi più pregiati), sono state vendute “as is”, ovvero secondo la regola del “visto e piaciuto”. Purtroppo non tutte versavano in condizioni ottimali, così come di molte mancavano i libretti originali. Ma questo non ha spaventato né fermato i compratori, specie quando si trattava di pezzi rari, da avere a qualunque costo.

È questo il caso di una Lancia-Ferrari LC2 Gr.C del 1991, ultimo esemplare prodotto di 9 totali con partecipazioni a Le Mans e al Nürburgring. L’auto, voluta da Cesare Fiorio per contrastare l’armata delle Porsche 956/962, spinta da un V8 bi-turbo Ferrari capace di quasi 700 Cv in assetto da gara, colse vari successi prima del termine del Gruppo C. Prezzo di partenza: 400 mila euro. Prezzo finale (escluse commissioni e Iva) quasi raddoppiato a 760 mila euro.

Stessa sorte è toccata ad un’altra eccellenza del Made in Italy, ovvero un esemplare di Maserati MC12 del 2004. L’auto, con meno di 6000 Km all’attivo, acquistata originariamente e sempre rimasta in Italia, ha toccato la cifra record di 2,7 milioni di euro. Solo 50 esemplari costruiti (originariamente dovevano essere 25 – chissà se il valore sarebbe raddoppiato!) ne giustificano un prezzo simile? “Probabilmente sì”, avrà pensato l’acquirente di questo gioiello, anche se il dubbio rimane, visto che uno stesso modello in pari condizioni (anche di Kilometraggio) è stato venduto in agosto all’asta di Monterey, California, per esattamente metà prezzo. O ancora, lo scorso anno, un esemplare con meno di 1000 Km all’attivo ha di poco superato i 2 milioni, commissioni incluse. Senza parlare dell’unico esemplare originariamente consegnato in colore nero, venduto lo scorso anno per una cifra di molto inferiore.

La regina è stata però la Ferrari 275 GTB/6C Alloy, una perla rara che difficilmente appare alle aste: esemplare numero uno di soli sette totali “long nose”, 6 carburatori, carrozzeria in alluminio e sistema Transaxle. Prezzo finale battuto: poco superiore ai 3 milioni di euro.

Tirando le somme, l’asta ha prodotto oltre 51 milioni di euro, facendo emergere tutti i pro ed i contro di un tale evento che difficilmente si potrà ripetere: pezzi unici a cifre alte, pezzi comuni a cifre assurde (chi ci spiega i 12 mila euro per una Panda 4×4 del 1990?!), lieve flessione per le Porsche “comuni”, così come per le tante inglesi (forse perché troppe?). Ma come sempre, trattandosi di aste, non vi è alcuna certezza e la prossima volta i prezzi potrebbero capovolgersi nuovamente. Sognare, in fondo, non costa nulla.

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