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“GUARDA! LA-LAFERRARI”. SCONCERTO O BALBUZIE? L’ULTIMO GIOIELLO DI MARANELLO INVITA ALLA RIFLESSIONE. ERA PROPRIO L’UNICO NOME POSSIBILE?

L’Architetto Flavio Manzoni, capo del Design Ferrari e autore delle forme della Ferrari LaFerrari, sarà ricordato per aver dato a Maranello ampia riprova del proverbio “Tutti sono utili, nessuno è indispensabile“.

L’ultima supercar tutta Rossa (tetto a parte) è completamente homemade. Si potrebbe dire, rubando la terminologia al mondo dell’orologeria, che si tratta di un’auto “di manifattura”: design in casa, scocca in casa, motore (ovviamente) in casa.

La LaFerrari ha aperto la strada a una serie di grandi novità, che in futuro vedremo sui prossimi modelli prodotti dall’azienda.

MA COM’E’?

Il Presidente Montezemolo, parlando di lei, l’ha dipinta come la Ferrari di una nuova era, che introduce novità che vedremo sui modelli futuri. Non ha, quindi, avuto nei suoi riguardi un atteggiamento tradizionalista, saltando, dunque, a pié pari qualsiasi riferimento alle sue grandiose progenitrici (sempre di quella famiglia, dopo tutto, si parla): 288 GTO, F40, F50 ed Enzo.

Sembra innanzitutto di notare lo stesso rapporto stilistico che univa la 308 GTB e la sua versione “maxi”, la 288 GTO: anche se meno evidente, quindi, la LaFerrari potrebbe essere una versione maggiorata della 458 Italia.

Stilisticamente, la LaFerrari appare appare “meno” Ferrari davanti e “più” Ferrari in coda dove, effettivamente, si ravvisa qualche somiglianza, come anticipato, con la Ferrari 250 LM. Il musetto presenta uno sperone centrale che gli conferisce una forma appuntita. Questo crea l’effetto di tagliare l’aria e convogliarla sulle fiancate.

Le fiancate presentano un grande incavo centrale che crea un grande spazio vuoto in corrispondenza della portiera. L’effetto ottico è quello di “staccare” il passaruota anteriore dal corpo vettura e di allargare le dimensioni della coda.

La coda evidenzia il motivo “crociato” del fascione orizzontale in fibra di carbonio e l’elemento verticale centrale, alla fine del quale è posizionato il faro fendinebbia.

L’elemento di carrozzeria che “unisce” i fari è in realtà uno spoiler che fuoriesce verso l’avanti in alto. Non è il solo: anche i due estrattori inferiori sono provvisti di un elemento attivo che, modificando la propria incidenza, aumenta il carico della coda alle alte velocità.

Caratteristici di tutto il posteriore sono poi i fari tondi e i doppi scarichi gemellati.

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.