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CI VORREBBE UNA M. PIU’ PICCOLA E MINIMALISTA RISPETTO ALLA SORELLONA X6, ABBIAMO PROVATO L’X4 s35D X-DRIVE (SI PARTE DA 62.500 EURO) PER METTERLA A CONFRONTO CON LA SUA PIU’ DIRETTA COMPETITOR, ANCHE LEI PROVATA DA 0-100.IT: L’AUDI SQ5 TDI QUATTRO (SI PARTE DA 66.050 EURO). L’SQ5 OLTRE I 180 NON VUOL SAPERNE DI CALARE I TONI, L’X4 APPARE MENO SCATENATA E PIU’ PROGRESSIVA MA E’ PIU’ SOVRASTERZANTE DI POTENZA, L’SQ5 E’ UN INCROCIATORE DA AUTOSTRADA. E, AHINOI (PER LA BMW) MOLTO PIU’ APPAGANTE NELL’ACUSTICA (FONDAMENTALE!). MA LA BMW E’ PIU’ BELLA, PIU’ SOFISTICATA, MENO AUSTERA. INSOMMA: UNA VOLTA C’ERANO ALFISTI E LANCISTI…

La Portaerei-coupé X6 ha un fascino tutto suo essendo stata la prima capace di osare come SUV-Coupé (formula che Porsche non ha ancora sfruttato, preferendo declinare il suo SUV sportivo Cayenne in una forma più classica e lasciando ai motori il compito di mettere in pratica le regole del marketing; Mercedes, dal canto suo, ha “tabbozzato” la grande classe M in versione AMG con uno stile tutto “crucco”, esagerato ma certamente d’effetto). Ma non c’è dubbio che, pensando alle dimensioni di una storica Fiat 500 o di una Mini, la gigantesca BMW X6 non sia esattamente il trionfo del minimalismo dimensionale.

A provocare il gusto trendy e piuttosto fashion di chi ricerca uno stile e un’atmosfera di gusto garbatamente sportivo nel segmento delle Sport Utility, BMW è certamente l’unico capace di offrire il prodotto giusto. Con la BMW X4, il modello per il segmento D che né Audi né Mercedes hanno ancora prodotto (ma ci stanno “progressivamente” arrivando con, rispettivamente, la Audi TT offroad concept e la Mercedes GLE)

DESIGN

Bisogna risalire al 2003 per vedere la prima sconcertante proposta di un SUV Coupé: era la Rinspeed Bedouin, una specie di Porsche 996 Turbo con i trampoli. La BMW X6 ha trasformato in realtà quel concetto così anacronistico e la piccola X4 rende questa forma di carrozzeria ancora più piacevole rispetto alle misure oversize della sorella maggiore. Bisogna posizionarsi sul 3/4 anteriore “stretto” per percepire appieno l’essenza della sua forma: frontale massiccio con calandra a doppio rene, vistosa protezione sottoscocca, fianchi larghi e rialzati e andamento discendente della greenhouse verso il “mezzo” volume di coda. Il contrasto tra le due parti di carrozzeria idealmente divise dalla scalfatura che passa per le maniglie della porta è grande ma l’effetto è senza dubbio piacevole allo sguardo, proporzionato e coerente.

Per altro, ci piace considerare l’X4 Turbodiesel più sportiva al confronto con l’Audi S Q5 TDI quattro, provata nel 2014. Laddove l’Audi è ambasciatrice di uno stile austero e rigoroso secondo i canoni teutonici più classici, la BMW X4 premia senza dubbio l’audacia stilistica. Ne risulta una forma più moderna e frizzante.

ABITACOLO

L’ineccepibile abitacolo offre il meglio della sportività tedesca, che ha in BMW il suo tratto più giovanile, meno rigoroso. Bellissimo, inoltre, l’abbinamento dei materiali dell’esemplare in prova per 0-100.it: pelle/plastica nera, pelle marrone e alluminio satinato, una combinazione pregevole e di gusto moderno.
I sedili sportivi hanno un’imbottitura adeguata: rigida ma perfettamente confortevole. La quantità di controlli e pulsanti (sinistra del piantone, razze del volante, centro della plancia, leva del cambio e tunnel centrale) all’inizio disorienta per la quantità di servizi disponibili, senza contare la vastità di contenuti del sistema multimediale.

La posizione di guida è, rispetto all’Audi Q5, un più rialzata ma il volante sportivo a 3 razze e la strumentazione danno una percezione adeguatamente sportiva. Quest’ultima appare alquanto ridondante di informazioni, le quali risultano “sparpagliate” con poco ordine.

IMPRESSIONI DI GUIDA

La versione più potente con motorizzazione Turbodiesel vanta un 6 cilindri in linea biturbo da ben 313 Cv e una curva di coppia particolarmente aggressiva, con ben 650 Nm di coppia “piatti” tra 1.500 e 2.500 giri.

Questo motore ha una sonorità certamente meno appagante rispetto al propulsore Audi, anche lui un 6 cilindri biturbo (a V). Già solo questo fa una buona percentuale di emozionalità che si potrebbe vivere al volante anche della BMW.

Il propulsore è possente, fortissimo in accelerazione e caparbio in ripresa, capace di exploit prestazionali degni del più invasato guidatore esperto che si senta “tutt’uno” con la macchina e sia rigorosamente in posizione di guida “adeguata”. Questi è sempre con le mani 9:15 sul volante, sedile basso, volante alto, spalle incollate al sedile.

Per testarlo un giro sulla emozionante giostra dell’autobahn germanica è stato obbligatorio. In autostrada il coupé-suv BMW ha dimostrato un gran carattere ma, inaspettatamente, con un’anima non “bellicosa” come l’SQ5. La sorpresa, infatti, è stata oltre i 180; L’SQ5 ha dimostrato infatti, una punta di veemenza che l’X4 ha evidentemente lasciato con “intelligenza” ai modelli M, preferendo mostrarsi come una Sport Utility equipaggiata con un motore turbodiesel da applauso piuttosto che come un vero e proprio “SUV sportivo”.

Sul misto veloce, laddove l’SQ5 evidenzia grande equilibrio (un “lock-to-lock” del volante da brivido”) dinamico, l’X4 appare ancora più a suo agio e con una personalità più distintiva: molto incisiva in ingresso di curva, aiutata dalla trazione integrale che “tira” il frontale” sui binari, riesce ad essere addirittura leggermente sovrasterzante in uscita nelle curve più strette e, rispetto all’Audi, con un pizzico di agilità in più (sebbene lo sterzo è sembrato “un filo” più veloce sull’Audi). Va inoltre sottolineato il grande ruolo svolto dal cambio: se utilizzato in modalità manuale, lavora esattamente come un meccanico e non esegue il kick-down automatico negli affondi di gas. Ottima infine la frenata, un raro esempio di potenza su veicoli di queste dimensioni e stazza.

IN CONCLUSIONE

Bernd Rosemeyer e Ton Kristensen prenderebbero l’SQ5 TDI, Jo Siffert e Alex Zanardi salirebbero in BMW X4 s35d xDrive. L’Audi Sq5 ha il volto austero di un classico SUV a cui hanno messo le ali. La BMW X4 esibisce ricercatezza nello stile e personalità ultramoderna. Il V6 Audi suona “giusto”, il 6 cilindri BMW rumoreggia. L’Audi dopo i 180 ha ancora fame, la BMW è meno impetuosa…

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.