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MOTORE, ASSETTO, SCARICO E… UN SORRISONE! LA GUARDI CON UN SENSO MISTO DI CURIOSITA’ E INCREDULITA’: QUELLE GRANDI RUOTE IN LEGA DA 21” (OPTIONAL), I QUATTRO SCARICHI POSTERIORI, L’ALTISONANTE “S” NEL SUO NOME E IL MOTORE A GASOLIO. INVECE E’ UNA STRAORDINARIA SORPRESA: L’AUDI SQ5 CON IL V6 TDI DA 313 CV SAREBBE UN SUV MEDIO QUALSIASI. MA CON L’ASSETTO CALIBRATO A PUNTINO, IL CAMBIO AUTOMATICO TIPTRONIC E QUEL MELODIOSO SOUND DISCARICO, SI TRASFORMA IN UNA DEGNA APPARTENENTE ALLA NOBILE STIRPE DELLE AUDI SPORTIVE. 0-100 IN 5,1 SECONDI.

È sempre più chiaro perché, come già anticipato, Audi stia progettando anche una versione a gasolio della sportivissima R8. Il successo “noiosamente” continuo alla 24 Ore di Le Mans con un motore Turbodiesel spiega dove sia arrivato il grado di tecnologia di questo propulsore e fino a quali esiti sia in grado di esprimersi.
Così ti ritrovi a parlare del Diesel sportivo, un concetto fino a qualche anno fa paradossale. Ma oggi, oltre al successo nelle corse, con la capacità di erogare cavalli a profusione e, soprattutto, di poter sintonizzare l’orrendo suono di scarico di un Diesel su tonalità più amichevoli, questa filosofia può dirsi realistica anche tra le auto stradali. Ed ecco come, con adeguate modifiche, anche un SUV di lusso come l’Audi Q5 si veste di un’immagine decisamente più seducente.

Basta poco: il V6 turbodiesel da 313 Cv, un assetto con schema classico (sistema molla ammortizzatore) con una giusta taratura sportiv e una adeguata rumorosità di scarico e il gioco è fatto.

DESIGN

All’esterno cambia poco. Difficile riconoscere da lontano un’SQ5, specialmente nella vista frontale se non fosse per la calandra ad effetto smaltato più vistosa e la placchetta “SQ5”. E’ pur vero che questo esemplare, con i cerchi da 21” e le larghe gomme da 255/45, “potrebbe” già indicare qualcosa di diverso. Ma la vera sorpresa è nel posteriore e in quei quattro stupendi scarichi gemellati e di forma leggermente ellittica, indiscutibilmente eleganti anche su un’auto del genere.
Con queste gigantesche ruote l’SQ5 appare compatta, una forma proporzionata e compatta, priva di effetti estetici impropri per effetto di qualche volume eccessivamente possente. Il corpo vettura, infatti, si armonizza con gli sbalzi molto corti e le dimensioni “ancora normali”. E’ lunga 466 cm e non conferisce quel senso di transatlantico grande, massiccio e pachidermico della grande Q7.

MECCANICA

Tutto ruota attorno al possente motore 6 cilindri a V biturbo con 3 litri di cilindrata: produce 313 Cv e 650 Nm di coppia massima. E’ abbinato alla trazione integrale quattro con tre “veri” differenziali e al cambio automatico Tiptronic a 8 rapporti (più robusto rispetto al DSG).
L’assetto si avvale di controllo elettronico dello smorzamento, gestibile attraverso l’Audi Drive Select. che gestisce la risposta di cambio, motore, sterzo, suono del motore e Adaptive Cruise Control.

SU STRADA

La parola d’ordine, in un’ottica 0-100, è naturalmente quella di spargere un po’ di colla Attack attorno al pulsante del Drive Select per blindare i settaggi in modalità Dynamic e non farsi venire idee insulse.
In questa configurazione l’SQ5 è già al meglio: sterzo meno servoassistito, acceleratore molto più sensibile, assetto più sportivo e, naturalmente, sonorità di scarico piacevole. E’ solo così che un’SQ5 andrebbe vissuta. Concederemmo esclusivamente la modalità Efficiency per massimizzare le caratteristiche di efficienza date dal motore Diesel e dimostrare come anche con tutta questa cavalleria sono possibili consumi “quasi” da utilitaria.

LO 0-100? DA PROVARE!!! Consigliamo con tutto il cuore di provare con l’Audi SQ5 uno 0-100. Sfruttando la partenza da fermo e tutto il potenziale del V6 biturbo, l’SQ5, per 5”1 secondi, si trasforma e sembra perdere per strada la sua stazza di Sport Utility per famiglia. Prima e seconda volano via in un istante e dopo aver “appoggiato” la terza i 100 sono già un ricordo. Il contagiri sale con una velocità normalmente sconosciuta alla Q5, quasi volesse disarcionarsi e girare ancora, ancora, più volte, per esagerare senza tregua.

La schiena viene risucchiata nel sedile e l’udito è coccolato da un sound che “ricorda” il Diesel ma è, prima di tutto, emozionale e seducente. Per una volta, il Marketing l’ha fatta giusta!

AUTOSTRADA. A velocità a partire da 120 km/h l’SQ5 diventa il regno della libidine. La coppia, impetuosa e magistralmente assecondata dall’elettronica che governa cambio ed erogazione in modalità Dynamic, la proietta in un baleno a velocità extracodice. Al punto che solo lungo un’autostrada senza limite in quel paradiso che è la Germania, è consentito assaporare il mordente di questo motore. A 120 orari, cambio in ottava marcia e gestione sportiva “S”, premendo a fondo sul gas la trasmissione scala in modo fulmineo 3 marce, il motore tuona (ma il suono è distante rispetto al frastuono di un Diesel) e l’SQ5 accelera con brutalità e forza sicchè in pochi secondi i 180 sono già “fumati”, in un baleno arrivano i 200 e in un’altra manciata di secondi si superano i 230 orari. A queste velocità, l’SQ5 restituisce una vibrante sensazione di sicurezza. Lo sterzo, meno servoassistito, garantisce un ottimo controllo dell’avantreno e l’assetto, sportivo, non consente critiche. L’SQ5, a dispetto di un baricentro non certo al pari di una R8 V10, è su due binari (da 255 mm).

MISTO VELOCE. Potrebbe sembrare un terreno d’espressione poco consono ma il cucciolo di ippopotamo tiene fede alla sua natura: insospettatamente e “pericolosamente” agile.
Il motore, nella guida sportiva, viene gestito con attenzione dalla trasmissione così da avere sempre la potenza “in tiro” per erogare il massimo della coppia. Già a 1.000 giri le turbine soffiano così da raggiungere il picco già a 1.500 e spingere fino a quasi 4.000 giri. Oltre questa soglia la coppia “crolla” ma la trasmissione automatica è pronta a restituire la carica per un nuovo calcio nella schiena. Così è facile portare l’SQ5 molto facilmente a velocità molto elevate.
L’assetto rigido riduce significativamente il rollio e nonostante la presenza di un sistema “semplice” (un classico molla-ammortizzatore), il telaio è stato calibrato con saggezza per restituire un comportamento sostanzialmente neutro. Anche la posizione del motore, decisamente oltre l’asse anteriore, non produce vistosi fenomeni di sottosterzo ma, anzi, tutto il corpo vettura e l’avantreno sono stabili, sicuri. Merito della riuscita geometria delle sospensioni e dello sterzo: per effetto dell’ottima precisione in inserimento e di un ridotto “lock-to-lock”, si entra in curva in velocità e con grande precisione. Ad andature elevate si percepisce senza dubbio il peso di oltre 1.900 chili ma l’SQ5 è nelle mani del pilota, grazie a una risposta davvero equilibrata e una facile capacità di governo.
La frenata è potente, possente. I grandi dischi (anteriori da 380 mm di diametro, posteriori da 330), purtroppo, sono normali padelle di ghisa “piene” (nessuna baffatura, niente fori di raffreddamento) il che può essere un limite nell’uso intenso (e non è nemmeno previsto un impianto carboceramica) ma l’SQ5 evidenzia, comunque, una grande potenza d’arresto nonostante il peso elevato.

IN CONCLUSIONE

Per cercare le prestazioni su un veicolo di grandi dimensioni (e un SUV rappresenta senza dubbio, un eufemismo in tema di grandi dimensioni), sarebbe meglio puntare sulla compattezza per uscire dall’imbarazzo di dover impostare una curva a velocità più elevata del normale. La Q7 V12 TDI (V12. 6 litri, 500 Cv, 1.000 Nm), finché si va dritti, è perfetta.

L’Audi SQ5 TDI quattro, nella guida sportiva, te la senti cucita addosso: insospettabile qualità Audi, carattere perfetto per un SUV che vuole essere sportivo: un salotto se la guidi nel traffico, un bufalo in calore lungo una grande autostrada deserta farcite di curve, salite e lunghe discese.

I CONSUMI DEL TEST(*)

Distanza percorsa: 1.250 chilometri
Città: 8,5 l/100 km
Autostrada: 7,2-7,4 l/100 km
90 km/h costanti: 4,9 l/100 km
110 km/h costanti: 5,9 l/100 km
Medio complessivo: 9,1 l/100 km

(*): dati rilevati dalla lettura del computer di bordo

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.