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SI DICE CHE IL TUNING SIA UNA FILOSOFIA. GIUSTO O SBAGLIATO CHE SIA, C’E’ CHI SI DIVERTE A “POMPARE” AUTO GIÀ PEPATE SENZA PORSI ALCUN LIMITE CIRCA LE PERFORMANCE E L’ESTETICA. IL RISULTATO E’ SULLO SPARTIACQUE: O E’ UNA TRUZZATA ATOMICA O UN CAPOLAVORO DI DESIGN E DI MECCANICA. VUOI METTERE SVERNICIARE UNA PORSCHE TURBO, UNA LAMBO, UN FERRARINO CON UNA “SEMPLICE” BMW M2? QUASI SEMPLICE. OK, UN PO PIÙ COMPLESSA DI QUANTO CI SI ASPETTI. MANHART LO FA. E BENE.

La recente BMW M2 è stata da più parti definita una delle migliori serie M prodotte negli anni. Erede spirituale della 2002 turbo del 1972, prende il testimone dalla bellissima 1M Coupé prodotta nel 2011, diventano così la più “piccola” M della casa bavarese: 370 Cv pompati dal “classico” 6 cilindri in linea M Twin Turbo da 2.979 cc. Dimentichiamoci questi dati. MANHART Performance, famoso tuner teutonico, presenta la sua rivisitazione dell’audace antagonista della Mercedes A45 AMG e dell’Audi RS3. Il risultato è estremo: MH2 630 BMW M2.

Partendo dagli esterni, MANHART ha utilizzato e installato le parti che BMW stessa offre come optional, ovvero le “M Performarc parts” (prodotte interamente in carbonio), per i diffusori posteriori, le minigonne laterali e l’esagerato alettone. Autoprodotto, ma sempre in carbonio, è lo splitter anteriore, così come il cofano con ampie prese d’aria. Vista frontalmente, questa MH2 sembra una tigre, inferocita, pronta ad attaccare.

Viene quindi abbassato il baricentro grazie alle sospensioni KW prodotte specificamente per il tuner, che migliorano anche la tenuta di strada. Michelin Cup 2 su cerchi MANHART Concave ONE in misura 255/35 ZR19 all’anteriore e 285/30 ZR19 al posteriore garantiscono possanza estetica ma, soprattutto, aderenza estrema.

Ma non è ovviamente solo apparenza. La sostanze c’e’, eccome. 620 Cv (i 630 del nome sono riferiti a quelli calcolati in PS) e 750 Nm di coppia. Dati da far impallidire (e surclassare, almeno sulla carta) una Lamborghini Huracan, per esempio.

L’unità motore (la S55) è presa dal modello M4 ma è stata resa BiTurbo e sapientemente rimappata, con upgrade all’impianto di raffreddamento e ai compressori, tutto homemade by MANHART. Il tuner fornisce anche filtro d’aria in carbonio e scarico (dal sound “corposo”) MANHART Steel Exhaust da 90mm, sempre nello stesso materiale. Anche il cambio DCT proviene dalla M4.

Possenti sono i freni per gestire una tale potenza: la M2 di MANHART si affida a dischi carboceramici prodotti da Kolben sia all’anteriore (380x38mm a 6 pistoncini) che al posteriore (370x30mm a 4 pistoncini).

Le superfici interne sono state quasi interamente rivestite di Alcantara, con cuciture e impunture color oro, che rendono la macchina molto più appagante a vedersi rispetto alla “semplice” versione stock e si combinano perfettamente con il colore scelto per l’esterno. Volante in Alcantara e Recaro Sportster CS Seats completano l’abitacolo.

Prestazioni e prezzo? Solo a richiesta di seriamente interessati presso MANHART, ma è chiaro che si tratti della M2 più estrema che si possa desiderare.