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SE VOLETE ANCHE IL MOTORE… LE STATISTICHE PARLANO DI SOLE 4 FERRARI 250 GT CON CARROZZERIA SPECIALE AERODINAMICA DELLA 400 SUPERFAST: 2643GT (IL PROTOTIPO DELLA 250 GTO), 2613GT E 2429GT. LA 3615GT, DOPO 20 ANNI PRESSO IL MUSEO MARANELLO ROSSO, SARA’ ALL’ASTA AL QUAIL LODGE DA BONHAMS. LA CASA D’ASTE FA SAPERE CHE IL MOTORE ORIGINALE (PERDUTO NEGLI ANNI 70 MA SEMPRE “MONITORATO”) E’ DISPONIBILE PER RISTABILIRE IL “MATCHING NUMBERS”.

Tra il 1950 e il 1960 la gloriosa stirpe delle Ferrari 250 GT con motore anteriore 12 cilindri a V di 3 litri diedero la spinta definitiva alla Ferrari come grande costruttore. Nella stessa epoca, la serie limitata 400 Superamerica con motore V12 di 4 litri rispondeva alle esigenze di quella clientela presuntuosa e spocchiosa che desiderava qualcosa di ancora più esclusivo rispetto a una Ferrari prodotta in grande serie.

Sulla scia di questa filosofia ancora più esclusiva, al Salone di Torino del 1960 faceva il suo debutto la 400 Superfast II di Pininfarina, una vera e propria GT Limousine. Al Salone di Ginevra del ’63 la Superfast III si differenziava per la greenhouse più “ariosa”. Questa fu infine seguita dalla Superfast IV.

Il superbo design Coupé Aerodinamico di Pininfarina lasciava profondamente scontenti i proprietari di 250 GT. Fu così che sul telaio “corto” da 2400 mm di passo, lo stesso della Berlinetta SWB da competizione (sulle cui “ceneri” sarebbe nata la grandiosa 250 GTO).

IL TELAIO 3615GT

Su questo telaio, tipicamente SWB, e motorizzato con il V12 tipo “128F” Pininfarina esercitò il suo genio stilistico con una carrozzeria del tutto simile a quella della Superamerica.

Il telaio era entrato alla Pininfarina il 7 aprile ’62 e la carrozzeria risultò completata il 18 giugno. Nel mese di luglio fu riverniciata in Grigio Marrone Italver 20563 Acryl, riportata a Maranello il 23 luglio e ufficialmente consegnata al suo primo proprietario, il torinese Federico Gatta, il 26 luglio (prezzo pagato: 6.950.000 Lire). Il successivo 29 agosto risulta la registrazione della targa, TO 470900.

Nell’aprile 1966 la 3615GT fu rivenduta a un certo Evasio Arcangelo Ricaldone di Alessandria, che provvide a ritargarla (AL 136903). Fu quindi da questo rivenduta nell’aprile ’67 a Antonina Pravata di Torino per 1.000.000 di Lire.

All’inizio degli Anni 70 la vettura, già riconosciuta come una delle Ferrari più significative della storia, fu importata in America attraverso Luigi Chinetti Motors. Andò in California nelle mani di Robert Solomon di Los Angeles, un aficionado della Rossa. Da qui in poi iniziò per lei un articolato valzer di cambi di proprietà da un collezionista a un altro.

SE VOLETE ANCHE IL MOTORE

Nel corso dei suoi passaggi di proprietà, per motivazioni sconosciute la 250 GT Speciale perse il suo motore, che nel 1988 fu individuato nelle mani di un certo John Ridings Lee di Dallas, che lo vendette nel 1992.

Frattanto, nel 1993, la 250 GT fu segnalata in Inghilterra dove fu in vendita prima dal team di Bonhams poi di Talacrest, uno dei commercianti di Ferrari da collezione più noti. E’ in questo periodo che viene acquistata, forse per 400.000 dollari, da Fabrizio Violati, creatore del Museo Maranello Rosso di San Marino.

Nel frattempo anche il motore ha continuato a girare da un collezionista a un altro: nel 2002, è stato venduto a un asta di RM Auctions per 57.000 dollari.

Dopo quasi 20 anni, questa rarissima Ferrari sarà in vendita da Bonhams al Quail Lodge il 14 agosto. La casa d’Aste fa sapere che il proprietario del  motore è disponibile alla vendita del componente per ristabilire il prestigioso matching numbers.

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.