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Fiat: annuncio disumano dalla casa torinese, non c’è speranza | Il crollo è totale

Fiat
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La Fiat sta registrando un crollo cospicuo di numeri: il motivo è da ricercare nel passato. Cresce la paura per la casa automobilistica. 

Anche il mondo automobilistico ha i suoi alti e bassi e, dalle recenti notizie che sono circolate il marchio Fiat nell’ultimo periodo sta riscontrando una serie di problemi che hanno diminuito drasticamente le vendite delle sue automobili.

In particolare, a quanto parrebbe, la scarsa possibilità di scelta della gamma presentata sta facendo allontanare i clienti, anche quelli più affezionati. E non solo in Italia, ma anche in Europa sono pochissime le auto a disposizione.

Con qualche dato positivo: in Brasile, per esempio, alcuni veicoli come il SUV Fastback continua a registrare grandi risultati. Sarebbe innegabile, tuttavia, sostenere un calo prosperoso di vendite che si è verificato nel corso degli anni, stabilendo una differenza netta da ciò che accadeva in passato.

Tempi floridi per la casa di Torino, ormai lontani, quando il suo successo era percepibile in ogni zona del mondo, mentre adesso, le auto vendute sono perlopiù in Italia. I numeri e i dati raccolti, di certo, faranno scendere una lacrima sul volto di chi ama questo marchio.

Il calo della Fiat e i motivi

I dati si riferiscono al periodo compreso tra il 1989 e il 2023: numeri che mettono in evidenza la differenza già nota della casa di Torino di oggi rispetto ai primi tempi, anche per il fatto che si trovi attualmente sotto il gruppo Stellantis. Rimpianto comune è la perdita di quel riconoscimento tipico dei modelli Fiat distinguibili per essere nati in Italia con le loro iconiche caratteristiche.

Ad oggi, tutti i modelli che sono prodotti e gestiti dalla holding multinazionale olandese sono omologati. In questo senso non può che balzare alla mente la Topolino, costruita sulla piattaforma della Citroen Ami, con l’unica differenza, a livello pratico, del marchio posizionato sul cofano. Recentemente è poi piombato un ulteriore dato negativo dalla JATO, che ha appunto evidenziato il crollo assurdo del marchio italiano negli ultimi 34 anni, e che sembra non fermarsi.

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Cosa è cambiato dagli inizi: ci sarà una svolta?

Una percentuale che conta la perdita di 30 punti sul mercato, non da poco considerando le poche realtà in cui si verifica un caso simile. Volendo tracciare una linea temporale, verso fine anni Ottanta, la quota di mercato della casa di Torino era altissima, pari al 41%, crollato in un misero 11%. Si tratta di una crisi che non è solo attribuibile alla casa italiana, che si allarga a tanti brand europei, in calo rispetto al passato come Volkswagen, Citroen e Peugeot, colossi del settore automobilistico.

Tuttavia, i numeri che destano più preoccupazioni sono proprio quelli del brand piemontese, nonostante alcuni dati positivi. La Panda, ad esempio, continua a essere in vetta sulle vendite, rientrando tra le vetture più vendute in Italia. Le ragioni infondo a questa situazione secondo Autoeveryeye.it, sarebbero appunto da rinvenire nella scarsa gamma messa a disposizione, che mette a disposizione solo Panda e 500. In più, la nuova 600e, parrebbe un vero e proprio flop con pochi ordini nell’arco di due mesi. Con una concorrenza spietata, l’unica reazione è puntare su qualcosa di innovativo.