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GIUSTIZIA TRIONFA. IN ITALIA LA PRASSI E’ QUELLA DI “PUNIRE” PIUTTOSTO CHE “EDUCARE”. CON LA CONSEGUENZA CHE NON EDUCHI NESSUNO MA CONVINCI LA POPOLAZIONE AD AGUZZARE LA FURBIZIA E L’INGEGNO PER NON ESSERE BECCATI. E SE PUNISCI, TANTO MEGLIO: LE CASSE DEI NOSTRI COMUNI VUOTE SORRIDONO.

Il Giudice di Pace di Rovigo ha annullato una multa emessa dal sistema Tutor che un’automobilista aveva preso lungo l’autostrada A13.

Come noto il Tutor, in vigore sulle nostre autostrade, calcola la velocità media tra due punti distanti tra loro alcuni chilometri. Se nel tratto sottoposto a sorveglianza dal tutor il veicolo supera la velocità media imposta dal codice, scatta la contravvenzione. Il Tutor, inoltre, effettua il rilevamento istantaneo della velocità all’atto del passaggio sotto il sensore apposito.

L’automobilista in questione aveva superato il limite lungo l’Autostrada A13, Bologna – Padova. Aveva, in seguito, ricevuto una cartella esattoriale da Equitalia.

PROBLEMA DI COMPETENZA

Il giudice, tuttavia, ha annullato la multa e condannato Equitalia al pagamento delle spese legali.

La questione è semplice: il tratto sottoposto a sorveglianza da parte del Tutor si trova in provincie differenti: il sensore che inizia la misurazione della velocità si trova in provincia di Rovigo, quello che fornisce il dato, invece, in provincia di Ferrara.

Si è venuto, così, a creare un problema di individuazione del giudice competente: chi deve giudicare? Come si configura il “diritto alla difesa”? (in altre parole: a chi fare ricorso contro la multa?).

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.