Condividi

RIFLESSIONI. UN ELEGANTE FIGACCIONE CON LO SGUARDO VELATO DA UN PAIO D’OCCHIALI, UN COUPE’ SPORTIVO PER TUTTI I TIPI DI TERRENO, UN OROLOGIO MECCANICO DI GRANDE FASCINO ED HERITAG. SULLE NEVI DI PRAGELATO IL FOTOGRAFO STEFANO CATELLAN HA FERMATO L’ATTIMO FUGGENTE.

Un uomo si riconosce facilmente: dall’auto che guida, dallo stile del suo abbigliamento, dai suoi occhiali da sole. E dall’orologio che indossa al polso.

Questi elementi non possono essere lasciati al caso poiché ognuno di questi fondamentali accessori descrive la nostra personalità.

L’occhiale può essere usato per nascondersi subdolamente dagli sguardi altrui ed essere in grado di studiare il nostro mondo intorno. Ma possono essere un elemento fondamentale che dà forma al viso e lo declinano: classico, casual, moderno, arrogante, minimalista, manager. Un volto con un paio d’occhiali racconta tanto, attizza di curiosità quel lui (o quella lei) che si dannano per conoscere il colore dietro quelle lenti (occhi scuri e meditteranei? Occhi di ghiaccio? Chi lo sa…).

Il proprio modo di vestire è un biglietto da visita. Scanzonato o elegante alla maniera inglese dice al mondo dove facciamo shopping e quale ambiente frequentiamo: l’uomo politico, l’uomo della strada. o stile dura nel tempo e si riconosce anche con il passare della moda (che è un fenomeno sociale, relativo, soggetto a forte variabilità). Lo stile è un modo di essere, permane e si riflette in altro: in un vestito, in un accessorio ricorrente. Indossare l’orologio sopra il polsino denota uno stile (alternativo e eccentrico) che definisce chi lo ha inventato e lo ha fatto proprio.

L’automobile. Oggi è un elettrodomestico: la acquisti, la usi, la rovini, la butti. Il costruttore ha . Ma l’automobile è anche divertimento, evasione, emozione. O anche un’esigenza: proietta sull’asfalto una personalità, rende fisico e tangibile il nostro concetto del movimento. La Giugiaro Parcour, ad esempio, è un’auto che ancora non esisteva. Una forma di coupé sportivo sopra la linea di cintura, un SUV al di sotto. E dietro, ma vicino ai sedili per migliorare l’equilibrio delle masse, un 10 cilindri 5.2 da oltre 550 Cv. Per correre sul neve, sabbia, pietraie, fango in quest’epoca in cui non devono più esistere limiti alla mobilità con qualsiasi tipo di veicolo.

L’orologio è il tentativo, da sempre, di permettere di toccare, vedere, capire, il tempo che scorre inesorabile e ci trascina con esso. Questo ha portato a uno sviluppo straordinario di idee per racchiudere tutto in un piccolo strumento di meno (in media) di 4,5 cm di diametro. E dentro quel piccolo involucro, la cassa, pulsa e vive una meccanica straordinaria.
Ma un orologio è anch’esso una cartina al tornasole del nostro modo di considerare il tempo: un cronografo meccanico con scala tachimetrica è al polso di chi sogna le domeniche in pista. Un orologio ultrapiatto “solo tempo” è lo strumento d’ordinanza di chi esibisce un’eleganza minimalista e considera il tempo fondamentale ma non intende quasi accorgersene.

Dean, nelle foto di questa pagina, indossa un l’Alpina Alpiner 4 Chronograph. Lo ha scelto perché guidato dal suo amore per lo sport, per il gusto di portare al polso un segnatempo meccanico prodotto da un marchio con una lunga storia da raccontare, per il fascino di potersi idealmente congiungere a un passato lontano quando, in un’era ancora pionieristica, straordinari artigiani creavano strumenti eccezionali per le condizioni fisiche o climatiche più estreme. O, più semplicemente, per soddisfare il grande edonismo del loro indossatore.

Condividi
Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.