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IL PARCO DELLE FORESTE CASENTINESI. DA CAPRESE MICHELANGELO (DOVE NACQUE IL BUONARROTI), AL SANTUARIO DI SANTA MARIA DELLA VERNA (DOVE SAN FRANCESCO RICEVETTE LE STIGMATE) ALL’EREMO DI CAMALDOLI, ATTRAVERSIAMO LUOGHI AFFASCINANTI E CON UNA NATURA INCONTAMINATA.

Il parco delle Foreste Casentinesi è un luogo magico, ricco di leggende, misteri e, da secoli, con una vitalità straordinaria.

E’ uno scenario aspro, impervio, dominato da una natura possente. La mano dell’uomo ha potuto fare poco da queste parti se non ritagliarsi spazi contemplativi unici e il silenzio e la tranquillità per “cose egregie”.

A Caprese Michelangelo, ripidissimo borgo medievale dominato dalla rocca del castello, nacque Michelangelo Buonarroti e da questi straordinari panorami (il “Sasso di Adamo”) prese ispirazione per la scenografia della Cappella Sistina.

Proseguendo per ripide e strette stradine si giunge al Santuario di Chiusi della Verna, uno dei luoghi più importanti della cristianità, meta di pellegrinaggi da tutto il mondo. Su queste alte rupi san Francesco (di cui si può visitare l’umile giaciglio in una caverna) ricevette le stimmate e qui fondò questo straordinario complesso abbaziale chiuso e protetto da una natura fortissima, padrona e guardia di questi luoghi.

Le difficili salite e le rapide discese si alternano. Di tanto in tanto è d’obbligo fermarsi per contemplare i silenzi e le voci dei boschi. L’atmosfera invita ad ascoltare con attenzione a cercare risposte in questa dimensione fiabesca. Sarà suggestione ma non è difficile avvertire magiche presenze nascoste dietro i tronchi o in mezzo agli alti fili d’erba.

Si giunge all’eremo di Camaldoli, a oltre 1.000 metri di quota. L’aria inizia a essere particolarmente fresca, i profumi sono quelli alpini. Le alte mura del complesso monastico fondato dai Camaldolesi nel 1027 e la percezione distintiva di essere lontani dalla civiltà, protesi verso l’assoluto, suggeriscono di essere nel momento più “alto” del nostro viaggio, alla ricerca di importanti risposte. E un’auto così fuori dall’ordinario come la Hyundai Santa Fe ce le può dare.

Si scende verso Poppi, Bibbiena e, poco prima di intravvedere Arezzo, si gira a sinistra e si prende direzione Anghiari, (unita alla rivale di sempre, l’altrettanto magnifica Sansepolcro, da un rettilineo lungo 8 chilometri, lungo una piana che fu teatro di una sanguinosa battaglia nel Medio Evo).

E se si fosse fatta “già l’ora che volge il disio”, mai tappa potrebbe essere più gratificante di una cena al Castello di Sorci dove, per poco più di 20 euro, difficilmente si riesce ad arrivare a fine cena (e che cena!).

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PROVA SU STRADA: con la Hyundai Santa Fe 2.2 CRDi 4WD A/T nella Terra di Mezzo