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STILE VINTAGE. LA NUOVA FERRARI CALIFORNIA ARRIVERA’ AL SALONE DI GINEVRA 2014: MONTERA’ IL V8 3.8 BITURBO DELLA MASERATI QUATTROPORTE CON OLTRE 520 CV. SOLO 500 ESEMPLARI L’ANNO PER NON “VOLGARIZZARE” IL MODELLO. I FAVOLOSI ANNI 80, QUANDO LE FERRARI MONTAVANO MOTORI TURBO.

La Ferrari California Model Year 2014, presentazione ufficiale al Salone di Ginevra 2014, sancisce il ritorno ai motori turbocompressi.

La nuova generazione della “baby” Ferrari, roadster con hardtop metallico ripiegabile, sarà infatti equipaggiata con il V8 biturbo 3.8 che attualmente equipaggia la Maserati Quattroporte di ultima generazione. Voci ufficiose danno per certo che la California avrà una potenza superiore a 500 Cv.

Sarà questa la principale novità del modello, oltre naturalmente a una nuova estetica che la avvicinerà alla F12Berlinetta per creare il giusto family feeling con i modelli della gamma. Novità riguarderanno anche l’abitacolo, equipaggiato, tra l’altro, con il sistema U-Connect proveniente dalle vetture Chrysler.

Sembra che i concessionari ufficiali stiano già iniziando a raccogliere gli ordinativi. Per cercare di mantenere un elevato livello di esclusività sembra che la produzione sarà limitata a 500 esemplari l’anno, un numero giudicato adeguato per non inflazionare una Ferrari e mantenere un occhio di riguardo ai bilanci.

80 VOGLIA DI TURBO

Negli Anni 80 quello tra Ferrari e il turbo era un matrimonio perfetto, su strada e in pista.

Per arginare un’aliquota IVA “esplosiva” che, in Italia, colpiva le cilindrate oltre 2.000 cc, e per dare maggiore potenza al V8 di 1.991 cc della 208 GTB, Ferrari mise in produzione nel 1982 la 208 Turbo che portò la potenza da 180 a 215 Cv.

La filosofia della turbocompressione era un dettato dell’allora scenario in F1, dove Ferrari aveva iniziato a utilizzare il turbo dal 1980 sulla 126 CK, erede dell’ormai obsoleta 312 T2 con V12 boxer aspirato.

A metà Anni 80 la 208 Turbo fu sostituita dalla GTB Turbo, disponibile anche in versione spider tipo Targa e denominata GTS Turbo (si contrapponeva alla più potente 328 GTB e 328 GTS, eredi della 308).

L’utilizzo della turbocompressione riguardava anche la produzione di vetture stradali più estreme: nel 1984 la favolosa 288 GTO (V8 biturbo da 2,8 litri e 455 Cv) da 305 km/h (solo 272 esemplari costruiti) e la grandiosa F40 del 1987 (V8 2,9 litri biturbo 478 Cv, 324 km/h, 1.311 esemplari), anticipata dalla rara e poco conosciuta GTO Evoluzione.

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.
  • MARCO

    Vorrei far notare all’autore di questo articolo che il superbollo negli anni 80 non colpiva le cilindrate superiori a 2000 cc ma bensi’ le auto diesel.
    Tutte le auto con cilindrata pari o superiore a 2000cc considerate auto di lusso scontavano un’aliquota iva del 38% per questo motivo Ferrari adottò la motorizzazione 2000 sovralimentata.