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ARROSTO CON PATATE E SUGO. SU SCOCCA E MOTORE DELL’MP4-12C UN SISTEMA IBRIDO E UNA NUOVA CARROZZERIA. MEGLIO LEI, LA LAMBO VENENO O LA LAFERRARI?

Varchi la soglia ed entri nello stand McLaren al Salone di Ginevra. E’ una specie di montagna: il pavimento è più alto rispetto a tutti quelli degli altri stand di Ginevra, di almeno 1 metro. Tutto bianco.

Sei, forse, su un’altissima montagna oltre le nuvole?

Può essere. Perché l’impressione è quella della voglia di ostentare supremazia. E, in verità, in Casa McLaren sembra che ci sia tanta sostanza e meno marketing di quanto faccia la concorrenza (ma anche qui la moda, inevitabilmente, detta le scelte più strategiche).

A chiarirlo, all’entrata dello stand, è lei, la regina delle supercar degli ultimi 30 anni, la McLaren F1 progettata da Gordon Murray (ancora oggi la più veloce auto stradale con motore aspirato del mondo – 386 km/h certificati nel 1997).

C’è anche la MP4-12C, Coupé e Spider, auto meccanicamente molto valida seppure non così convincente sul piano dello stile.

E poi lei, l’arma totale contro le nuove Porsche e Ferrari ibride, quella che, finalmente, il mondo può “tentare” di paragonare all’F1.

La McLaren P1 è ha una forma “strana”: somiglia molto a un’auto da corsa con quelle forme così sinuose e il cupolino dell’abitacolo così piccolo. Sembra esattamente un’auto da competizione scesa sulla strada (così effettivamente la descrivono in casa), un approccio che le regala un fascino molto più prorompente rispetto a chi crea una hyper car stradale sapendo benissimo che non potrà mai scendere in pista.

Non sappiamo se la McLaren P1 sarà mai un’auto da corsa ma, tutto sommato, non intacca di molto il suo fascino. E’ maledettamente affascinante. Ti dà l’idea di un prodigio della tecnica, un’infrastruttura tecnologica molto sofisticata coperta da un leggero vestito tracciato seguendo rigidamente le regole della funzione. Che sia risultato anche “bello” potrebbe essere solo un caso.

E’ compatta, bassa e larghissima, con quell’abitacolo iper minimalista, con quella “tavola” di carbonio a destra del volante chiaramente ispirata alle corse.

I DATI TECNICI
Dietro, in posizione centrale, la monoscocca in fibra di carbonio dell’MP4-12C, il V8 3.8 biturbo (della MP4-12C) è stato rivisto (per esempio, i turbocompressori sono più grandi) e abbinato a un sistema ibrido, l’Instant Power Assist System (IPAS). Fornisce, complessivamente, 903 Cv di potenza e 900 Nm di coppia massima.

E’ in grado di prodursi sullo 0-100 in meno di 3″, sullo 0-200 in meno di 7″ e sullo 0-300 in 17″. La sua velocità massima è elettronicamente limitata a 350 km/h.

La sua grande ala posteriore attiva genera, a 200 km/h un carico verticale di 600 kg. Ma, secondo il costruttore, è anche incredibilmente efficiente: nel ciclo medio produce un valore medio di emissione pari a 200 g/km di Co2 e, con il solo motore elettrico, a 30 miglia orarie (circa 50 km/h), può percorrere fino a 20 chilometri.

Costerà 866.000 sterline (900.000 euro) e ne verranno prodotti solo 375 esemplari.

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.