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TEMPESTA PERFETTA. PURTROPPO, PER PORSCHE, E’ UNA STRAORDINARIA “LEGGE DI MURPHY”: ROTTURA DI UN MOTORE (IL CUORE DELLA VETTURA), AUTO CHE VA A FUOCO (IL PEGGIORE DEI GUAI) E, PARTICOLARE DISASTROSO, IL MODELLO A PIU’ ALTO TASSO DI PASSIONE DI TUTTO IL LISTINO. SICCHE’ QUELLI CHE HANNO PERSO LE STAFFE NON SONO “CLIENTI QUALSIASI” MA I “PEGGIORI”: QUELLI IL CUI CUORE BATTE SOLO PER PORSCHE, VERI E PROPRI INNAMORATI E FEDELI, AMBASCIATORI DELLA PASSIONE PORSCHE. ORA SENTONO PUZZA DI TRADIMENTO. (P.s.: E NEL FRATTEMPO LE CONSEGNE DELLA 918 SPYDER CONTINUANO A RITARDARE).

La crescente frustrazione dei clienti Porsche alle prese con il guaio dei motori delle 911 GT3 sta frumentando in tutto il mondo. L’insoddisfazione creata a causa della situazione, accresciuta da quella che molti chiamano definiscono una vera e propria “mancanza di trasparenza” da parte della Casa Madre, ha portato alla creazione di un vero e proprio gruppo di clienti, il GT3 Worldwide Action Group.

PROPRIETARI DI GT3 DA TUTTO IL MONDO

Proprietari e acquirenti della GT3 da tutto il mondo (USA, Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Monaco, Emirati Arabi, Cina e Germania) hanno confluito tutto il loro malessere in un’associazione in cui tutti stanno cercando di condividere le (poche) informazioni disponibili per cercare di venire a capo del problema (avere la loro GT3 nuovamente in garage e funzionante).

Come noto, dallo scorso febbraio, in seguito all’incendio di alcuni esemplari in giro per l’Europa (compreso uno in Italia), Porsche ha mandato un’informativa ai proprietari chiedendo loro di “non mettere in moto l’auto” e, parallelamente, ha bloccato tutte le consegne degli esemplari nuovi.

Dopo aver riportato un non meglio imprecisato guaio alla biella di un pistone, Porsche ha deciso sostituire tutti i motori difettosi prodotti fino a questo momento e offrire, all’atto della consegna dell’esemplare con motore nuovo al cliente, un ulteriore anno di garanzia.

ATTEGGIAMENTO DISCRIMINANTE

Secondo il GT3 Worldwide Action Group, tuttavia, Porsche starebbe attuando strategie differenti da mercato a mercato, con conseguente disparità di trattamento. Porsche, infatti, starebbe corrispondendo ai clienti americani una specie di risarcimento giornaliero, pari a 2.000 dollari mensili. Ma ai clienti arabi e tedeschi, secondo le informazioni riportate sui forum, Porsche sta pagando una cifra doppia o anche tripla. Ai clienti inglesi, invece, sembra che Porsche non stia corrispondendo niente.

 Sunil Mehra, cliente Porsche da 25 anni è il fondatore del Gruppo: “Nell’era di Internet i consumatori sono diventati più potenti, oltre i semplici confini nazionali. In pochi giorni oltre un centinaio di persone, che fino a poco tempo prima erano dei perfetti sconosciuti gli uni verso gli altri, si sono ritrovati uniti dallo stesso problema nonostante vivano in continenti diversi e ora si danno supporto in questa brutta storia.

La mancanza di informazione e di coerenza da parte del costruttore ha causato tanta frustrazione nei membri del nostro gruppo. Inoltre, non abbiamo ancora avuto alcuna indicazione circa le tempistiche di soluzione del problema.

Come ambasciatori del marchio Porsche, siamo molto insoddisfatti dal modo in cui il costruttore si  sta comportando con la sua mancanza di trasparenza e apparente discriminazione tra i mercati. Non è una questione di denaro ma di rispettare i diritti del consumatore e trattare tutti allo stesso modo, a prescindere di dove si trovino“.

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Alvise-Marco Seno
Esperto di Marketing, Comunicazione e storia dell'automobile, giornalista/fotografo freelance, da sempre coltiva la passione per le auto sportive e d'epoca, l'orologeria meccanica e la fotografia. Dopo la laurea in Scienze Economiche si è trasferito a Milano. Oggi lavora nel settore dell'Automotive e collabora con riviste nazionali e internazionali (sia carta, sia web) nel settore automobilistico, lusso, e orologi.